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Riforme degli enti regionali, ora il consiglio
serra i tempi: in 24 ore dibattito e votazione

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Dopo quasi 5 ore dall'orario di convocazione della seduta, il Consiglio regionale avvia i lavori celebrando la prima tra i banchi della giunta per gli ex consiglieri Nazzareno Salerno e Alfonso Dattolo, per l'ex sindaco di Reggio Demetrio Arena e per il sottosegretario alla presidenza con delega alla Protezione civile Giovanni Dima. Mentre la novità in Consiglio riguarda la costituzione del monogruppo di Federazione della Sinistra da parte del neo consigliere Damiano Guagliardi, subentrato la scorsa seduta al neodeputato di Sel Ferdinando Aiello. 

RIFORME, SI VOTA DOMANI - Prima di entrare nel vivo della discussione, spazio al question time, un'ora e mezza in cui i consiglieri hanno potuto rivolgere una quindicina di interrogazioni a risposta immediata agli assessori. Il secondo attesissimo punto all'ordine del giorno, la proposta di legge di iniziativa della giunta sul riordino degli enti sub e para regionali, si apre con la richiesta dell'opposizione di rinvio ad altra seduta per consentire un ampio consenso su un progetto di riforma particolarmente delicato. In questo senso si esprimono Mario Maiolo, Damiano Guagliardi, Giuseppe Bova e Sandro Principe. Ma la replica della maggioranza affidata a Giampaolo Chiappetta e Fausto Orsomarso non pare dare adito a ripensamenti.

L'intervento del governatore Giuseppe Scopelliti scandisce i tempi: «Apriamo subito la discussione nel merito del provvedimento, ricevendo emendamenti eventuali. Rinviamo a domani l'approvazione dopo una conferenza dei capigruppo per decidere modifiche e integrazioni. Ma non possiamo andare oltre domani, perché i tagli agli innumerevoli sprechi negli enti sub regionali non possono aspettare. E calabresi hanno bisogno di risposte». 

Per Pasquale Tripodi si tratta di vedere quanto la maggioranza sia disposta ad aprirsi ai contributi. Sulla stessa lunghezza d'onda Sandro Principe e Nicola Adamo. Il confronto in aula autorizza il presidente Francesco Talarico a fissare per domani alle 12 la conferenza dei capigruppo, nel primo pomeriggio il Consiglio per l'approvazione definitiva del testo. La seduta prosegue così con la relazione del disegno di legge da parte di Alfonsino Grillo.

In chiusura di seduta il sottosegretario alla presidenza con delega alle riforme Alberto Sarra illustra i pilastri culturali che sorreggono la legge: «Non è una legge che taglia sic et simpliciter, ma tende a razionalizzare gli enti. Avremo un ente per ogni area amministrativa. Si tratta di inaugurare un provvedimento che attua il contenimento della spesa ottimizzando le risorse e orientando alla crescita. No a politiche di austerity e rigore al solo in fine di ridurre la spesa pubblica. Nessuna presunzione di perfezione, ma è un testo da votare con l'unanimità, quantomeno nell'esigenza di inaugurare un percorso di crescita finalizzata allo sviluppo della Calabria. Per una regione agile e snella che si sostanzia attraverso il principio della sussidiarietà. Il risparmio va oltre il 4% conteggiato, perché a cascata determina risparmi ed efficientamento delle strutture». In sostanza, «emendamenti costruttivi» e non «posizioni manichee» o «moralismi  preconcetti». Questo l'auspicio dell'ispiratore del progetto di riforma. Che domattina, prima di essere approvato, dovrà passare dall'esame della conferenza dei capigruppo prima e dell' aula poi.

Nel corso della mattinata la seconda commissione Bilancio e programmazione economica, presieduta dal consigliere Candeloro Imbalzano, aveva dato parere favorevole sotto il profilo finanziario per la copertura delle attività amministrative inerenti l’applicazione della legge di riforma di cui è relatore il consigliere Alfonso Grillo ed estensore il sottosegretario alle Riforme Alberto Sarra. 

FUORI SI PROTESTA - Fuori da palazzo Campanella, intanto, va in scena la protesta. Rischiano di perdere il posto di lavoro i 130 dipendenti di Calabria It, società per la promozione dello sviluppo imprenditoriale facente capo a Fincalabra. A far scattare l’allarme è stato un emendamento approvato nell’ambito del piano di riordino degli enti regionali che prevede la soppressione e la liquidazione dell’azienda. E così si sono radunati a Reggio per far sentire la propria voce.

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