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Italcementi, Scopelliti apre uno spiraglio
«Su un progetto serio pronti ad investire»

Calabria

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VIBO VALENTIA - «Questo momento è importante perchè ora politica e sindacati possono e devono definire il volto di Vibo Marina per i prossimi 30 anni. Secondo il mio parere lo sviluppo a mare per questo territorio è importante, e già con la programmazione 2014/2020 possiamo impegnarci su questo fronte». Lo ha detto il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti intervenuto a Vibo al tavolo tecnico sulla vertenza Italcementi. Nel corso della riunione il direttore delle risorse umane di Italcementi, Silvestro Capitanio, ha dato notizia dell’affidamento a Nomisma di un’indagine sul territorio per riadattare lo stabilimento vibonese. «Stiamo lavorando - ha proseguito Scopelliti - per far arrivare le navi da crociera e per dare una chiave di lettura per la Costa degli dei. Per quanto riguarda la questione Italcementi se questo studio che verrà fatto stabilirà e avrà un programma chiaro, finalizzato a fare qualcosa che duri per i prossimi dieci, venti o trent'anni c'impegnano da subito a investire dei fondi pubblici. Ed anzi già da settembre potremmo aprire tirocini formativi per riqualificare questi lavoratori. Non abbiamo intenzione di elargire fondi pubblici che poi si perderanno, vogliamo delle certezze. Siamo pronti a impegnare milioni di euro per puntare sul turismo e ridisegnare uno scenario, ma non siamo disposti a investire su centrali a carbone o cose che condannino il nostro territorio». Inoltre nel corso del tavolo tecnico il Prefetto Michele di Bari ha annunciato che attraverso l’interlocuzione del deputato Pd Bruno Censore si è ottenuta da parte del viceministro dell’Economia Stefano Fassina l’apertura di un tavolo ministeriale sulla questione Italcementi. E secondo Scopelliti «se riusciremo a unire le forze locali e nazionali su questa vertenza potremmo davvero fare qualcosa d’importante per il territorio di Vibo». Al viceministro Fassina si è rivolta anche la deputata Dalila Nesci di M5S, la quale ha affermato che «nel momento in cui i lavoratori sono entrati in sciopero della fame e della sete è stato attenzionato il viceministro. Sono delusa dal fatto che i sindacati abbiano indebolito la protesta proprio adesso nel momento decisivo delle trattative, e vorremmo fin da ora chiedere a Nomisma se i risultati dello studio potessero esserci sottoposti già dal primo settembre, così da poterci attivare e trovare magari anche fondi europei per un nuovo progetto per lo stabilimento».

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