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Sospetti sulla laurea: la giunta regionale
revoca la nomina del manager dell'Arsac

Calabria

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egionale si è riunita - informa una nota dell’Ufficio stampa - sotto la presidenza della vicepresidente Antonella Stasi, con l’assistenza del dirigente generale Francesco Zoccali. Su proposta della Presidenza la Giunta ha deliberato di aderire, per l’anno in corso, alla campagna moratoria Onu, promossa dall’Associazione ''Nessuno tocchi Caino”.
E’ stato, inoltre, approvato l’avviso pubblico per l'istituzione degli elenchi regionali, ad aggiornamento biennale, degli aspiranti idonei alla nomina di direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
Su proposta dell’assessore ai Trasporti Luigi Fedele è stata approvata la versione finale delle linee guida del Piano regionale dei trasporti.
Su proposta dell’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra, la Giunta ha revocato la delibera di nomina di Flavio Cedolia a direttore generale dell’Arsac (azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese) ed ha nominato commissario della stessa azienda il dirigente regionale Giuseppe Oliva.
Su proposta dell’assessore al Lavoro Nazzareno Salerno, è stato approvato il Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise, finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza sulle donne. 

LA giunta regionale ha deciso di revocare la delibera di nomina di Flavio Cedolia a direttore generale dell’Arsac (Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese) ed ha nominato commissario il dirigente regionale Giuseppe Oliva. Nella riunione di oggi, governatore e assessori hanno preso atto del dossier che riguarda la verifica dei titoli di studio del manager, anticipato dal Quotidiano nei giorni scorsi (LEGGI L'ARTICOLO).

LE VERIFICHE SUI CONTI CON I TFR - Già nei giorni scorsi si era svolta una lunga riunione tra i dirigenti di più dipartimenti, sotto le direttive del direttore generale alla Presidenza Franco Zoccali, per accertare alcune indiscrezioni pubblicate. In particolare si tratta di un mandato affidato da Flavio Cedolia, nella qualità di Commissario dell'Arssa prima delle dimissioni, al fratello Massimiliano Cedolia, promotore finanziario, per gestire un conto titoli di 3 milioni di euro aperto anni fa presso Banca Carime. Conto che è stato chiuso e i fondi sono stati trasferiti nei giorni scorsi presso Monte Paschi di Siena, banca con cui Massimiliano Cedolia ha rapporti di consulenza. 

 

Dalla Regione vogliono capire le motivazioni che hanno spinto Cedolia a chiudere quel conto storico di Banca Carime dove sono depositati i trattamenti di fine rapporto degli operai dell'Arssa che ora dovrebbero transitare nella nuova Arsac, e perché tale incarico è stato affidato al fratello. Massimo Cedolia è stato il promotore finanziario che ha gestito i fondi del Santurario di Paola utilizzati, al momento da sconosciuti, per speculazioni in borsa (LEGGI GLI ULTIMI SVILUPPI). 

UNA LUNGA SEQUENZA DI INCARICHI - Flavio Cedolia, invece, per circa un anno, cioè appena si è insediata la giunta Scopelliti, ha ricoperto il ruolo di direttore generale di Fincalabra, poi è stato spostato all'Asp di Cosenza, la più grande della Calabria con un budget di oltre 900 milioni di euro l'anno, per ricoprire il ruolo di direttore amministrativo. Dopo nove mesi la rottura con il direttore generale e la revoca dell'incarico perché non ritenuto idoneo in materia sanitaria. Ne è seguito uno scontro giudiziario ancora aperto e la richiesta di Cedolia di un indennizzo di 300 mila euro. Nel frattempo arriva la nomina di Commissario dell'Arssa, carica che ha ricoperto fino alla scorsa settimana unitamente a quella di direttore generale dell'Arsac. 

Ma un'inchiesta della magistratura di Cosenza, su segnalazione dell'Asp, fa emergere che Cedolia non possiede la laurea magistrale ma solo triennale e pertanto non poteva ricoprire tutti gli incarichi ricevuti dalla Regione. 

Il caso, pare si stato stato segnalato alla procura della Corte dei Conti, mentre l'Asp ha già avviato le procedure per riavere indietro gli stipendi erogati nei nove mesi in cui è stato direttore amministrativo, denunciando una truffa ai danni dell’azienda per aver dichiarato una laurea che non aveva.

 

 

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