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Il messaggio di pace parte dal campo di Tarsia
Kyenge torna con le figlie nella terra del marito

Calabria

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TARSIA (Cosenza) - Il Ministro per l'integrazione Cecile Kyenge ha visitato oggi l’ex campo di internamento di Ferramonti di Tarsia dove ha deposto una corona di fiori al monumento che ricorda i deportati. "Sono onorata - ha hetto - di essere in questo luogo. La visita qui a Tarsia, in questo ex campo, per far capire che dai territori possono partire anche messaggi di pace. Tarsia ha saputo fare di questo campo anche un messaggio di pace, ha evitato la morte a tantissime persone. Quindi, a volte, anche nelle difficoltà i territori ci possono insegnare tantissimo. Nello stesso tempo noi non dobbiamo dimenticare quello che è stata la storia, la memoria del nostro passato, la memoria di una popolazione che è stata perseguitata e, quindi, noi dovremmo fare di questa una base, a partire dai diritti umani, per costruire anche il futuro del nostro Paese. Dobbiamo fare - ha aggiunto Kyenge - una campagna di informazione e di comunicazione contro ogni tipo di discriminazione. Metto la mia visibilità al servizio dell’altro, del diverso. A cinquant'anni dal celebre discorso di Marthin Luther King mi sento di dire che anche l’Italia è capace di sognare. Regaliamo questo sogno ai nostri figli". 

CONTRO IL RAZZISMO. Durante l'incontro nella sala consiliare di Tarsia, il ministro è tornato sul problema del razzismo. "L'Italia non è razzista - ha detto - ha un grande senso della solidarietà. Sappiamo accogliere e una dimostrazione la si ha qui in Calabria". All’incontro erano presenti anche parlamentari, consiglieri regionali della Calabria e rappresentanti di molte associazioni. 
"Ho iniziato la mia visita in Calabria - ha aggiunto - partendo da Reggio Calabria e facendo visita alla tomba del colonnello Fazio che ha dato la sua vita per gli altri, per aiutare chi aveva bisogno. Sono molto felice oggi di essere a Tarsia perchè questa è casa mia. E’ il Paese della mia famiglia, dei miei suoceri che mi hanno accolto e accettato senza guardare alla mia pelle, senza sapere o chiedere da dove venivo. Mi hanno guardato e trattato come una persona. L’integrazione è un’opportunità per raggiungere la pace e la democrazia”. 
“Il tema dell’immigrazione - ha concluso Kyenge - e dell’integrazione riguarda tutti, riguarda l’Italia del futuro. Il diverso, lo straniero deve essere considerato una ricchezza e non un nemico. La legalità deve essere il faro per i nostri giovani".

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