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La Calabria sceglie Alfano, dopo i senatori
cambiano anche Dorina Bianchi e Rosanna Scopelliti

Calabria

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CATANZARO - Giuseppe Scopelliti esulta. La compattezza dei parlamentari calabresi nello scegliere la linea di Angelino Alfano è la dimostrazione di un centrodestra unito in Calabria. Lo evidenzia il governatore in una dichiarazione, ma lo esalta anche il senatore Tonino Gentile, a dimostrazione di una mossa studiata e riuscita. In un twitter, Scopelliti evidenzia: “Il mio grazie ai cinque senatori calabresi che ieri, con il loro coraggio, hanno interpretato il sentimento degli italiani”. Quindi all'Ansa aggiunge:“Oggi, con questa posizione assunta da un gruppo dirigente spero si possa aprire all’interno del Pdl-Forza Italia un dibattito serio e costruttivo per comprendere quali devono essere la strada da seguire e l’impegno del partito all’interno di un centrodestra moderno ed europeo”.
D'altronde la Calabria ha scelto Angelino Alfano in maniera unitaria. E dopo la lacerazione del partito di Berlusconi, con i senatori calabresi che hanno scelto di seguire il segretario del partito e di abbandonare il Cavaliere, anche alla Camera spuntano i movimenti dei deputati. Così, Alfano conquista l'adesione delle due deputate di Calabria: la reggina Rosanna Scopelliti e la crotonese Dorina Bianchi. Ci sono anche loro nell'elenco dei deputati pronti a "saltare" nel nuovo gruppo di palazzo Montecitorio, pronto per essere costituito. 
In tutto sono 26 i deputati che sono pronti ad aderire. Oltre allo stesso Alfano, ci sono: Gioacchino Alfano, Paolo Alli, Maurizio Bernardo, Dorina Bianchi, Antonio Bosco, Raffaele Calabrò, Giuseppe Castiglione, Fabrizio Cicchitto, Enrico Costa, Nunzia De Girolamo, Riccardo Gallo, Vincenzo Garofalo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Dore Misuraca, Antonino Minardo, Alessandro Pagano, Filippo Piccone, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Barbara Saltamartini, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi, Raffaello Vignali. Sono stati i diretti interessati a comunicare la propria decisione con un comunicato stampa, che conferma una divisione che appare ormai non più recuperabile.
Anche a palazzo Madama l'elenco è pronto. Si tratta di 23 senatori, tra i quali spicca la pattuglia (compatta) dei calabresi: Antonio Gentile, Antonio Caridi, Nico D'Ascola, Giovanni Bilardi e Piero Aiello. A loro si aggiunge Paolo Naccarato, calabrese ma eletto al Nord nelle fila della Lega, per poi confluire nel gruppo "Grandi autonomie e libertà" nel quale ha ritrovato anche Bilardi. 
VERSO I GRUPPI AUTONOMI. Cambiano completamente gli equilibri interni del centrodestra, con la Calabria che si caratterizza per un passaggio compatto della delegazione parlamentare. Tutto questo, mentre ora si guarda ai regolamenti per i nuovi gruppi. Il gruppo Pdl della Camera conta 97 deputati. Secondo il regolamento di Montecitorio, il minimo per costituire un gruppo parlamentare è di 20 deputati, quindi Alfano è pronto al "grande passo". Stesso discorso al Senato, con la possibile svolta che potrebbe avvenire già nelle prossime ore.
Subito dopo la scissione il senatore Aiello ha evidenziato proprio il ruolo della nostra regione: «La Calabria ha fatto da battistrada in questa giornata importante per le sorti del Governo e del Paese, con grande compiacimento del presidente Berlusconi, che ha sposato questa tesi con convinzione». Ci tiene a sottolineare Aiello. E da Roma incalza: «Compatti abbiamo indotto tutto il gruppo a votare a favore, perchè eravano convinti, e ora lo siamo ancora di più, del risultato. Sapevamo che questa sarebbe stata la mossa giusta per il bene dell'Italia e per l'unità del partito, ma anche per lo stesso presidente Berlusconi». 
LE "TRUPPE" DI GENTILE. “Berlusconi è patrimonio di tutti, è come il Fernet Branca, e nessuno se ne può appropriare”: sintetizza con questa battuta la situazione nel Pdl il senatore calabrese Tonino Gentile, vicecoordinatore regionale del partito ed artefice con il coordinatore regionale e presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, della quasi plebiscitaria adesione dei parlamentari calabresi del Pdl alla posizione di Angelino Alfano. Gentile aggiunge: “Alle varie riunioni di queste ore ho detto con molta chiarezza che noi calabresi abbiamo portato le truppe al nuovo corso di Alfano e Quagliariello. Siamo stati praticamente compatti e siamo la prima regione d’Italia nelle percentuali di adesione al nuovo corso”. 
“Perchè è avvenuto tutto questo? - dice ancora Gentile - La risposta è semplice: abbiamo fatto prevalere il nostro modello, che è improntato all’unità e questo modello lo abbiamo portato a livello nazionale. Noi siamo per la pacificazione e Berlusconi non può essere appannaggio di nessuno, sia chiaro. Nè di estremisti, nè di coloro i quali si nascondono dietro di lui per improbabili scalate politiche”.

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