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Caos Pdl, Gasparri: «La Calabria con Berlusconi»
I 7 consiglieri regionali che rinnegano Scopelliti

Calabria

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NEL clima teso del Pdl calabrese irrompe Maurizio Gasparri. In una dichiarazione del vicepresidente del Senato, esponente dei "falchi" più vicini a Silvio Berlusconi, arriva un messaggio preciso: «Ho incontrato esponenti del Consiglio Regionale della Calabria e vari rappresentanti delle amministrazioni locali e ho preso atto con piacere che in Calabria la maggioranza dei membri del Consiglio nazionale del Pdl ha sottoscritto le posizioni politiche di pieno sostegno a Silvio Berlusconi, non ritenendo chiare le posizioni ipergoverniste di chi sembra alimentare scissioni».

Lo scenario vede da una parte la corrente dei "lealisti" pronti a seguire l'ex premier nella rinata Forza Italia e a mettere in discussione il governo Letta e dall'altra i "governativi" che sono schierati con Alfano. Il governatore calabrese Scopelliti segue da vicino le posizioni dell'attuale vicepremier. E le dichiarazioni di Gasparri sono soprattutto una frecciata all'ex collega dei tempi di An. Tanto che il vicepresidente del Senato aggiunge: «Ho invitato gli esponenti del Pdl calabrese a operare per l’unità del partito nella certezza che altri non siano sleali ma destinati a correggere gli errori compiuti in questo periodo».

Scopelliti per ora non replica. Ma i numeri non sono più quelli che avevano visto il Pdl calabrese compattarsi nel momento drammatico per il partito del voto di fiducia al governo Letta. Ennio Morrone, consigliere regionale ed esponente cosentino del partito, afferma di essere «con Berlusconi con la testa e con il cuore». Il suo nome si aggiunge a quello di altri sei dei sedici rappresentanti pdl a Palazzo Campanella. 

Le loro firme sono già state apposte in calce al documento dell'ufficio di presidenza nazionale in sostegno alla rinata Forza Italia. Tra gli sponsor calabresi c'è il deputato Pino Galati. E del gruppo regionale hanno aderito, oltre a Morrone, anche Pacenza, Caputo, Albano, Tallini, Magno e Nicolò. Il capogruppo Chiappetta però spegne il fuoco dello scontro e dichiara che nella riunione del gruppo in programma per lunedì non ci sarà una scelta di campo tra chi sta con Berlusconi e chi con Alfano. Ma la tensione, nel frattempo, è altissima.

 

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