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Scopelliti non si rassegna alla fine del Pdl
«Non è una scissione» ma le strade si dividono

Calabria

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ROMA - «E’ fatta, stiamo andando a Santa Chiara per annunciare la costituzione dei gruppi, Scopelliti è qui con me»: dall’altra parte dei telefono l’umore del senatore Antonio Gentile è alto. La parte maggioritaria del Pdl calabrese non entra in Forza Italia e ciò potrebbe stravolgere gli assetti alla Regione. Gentile, che ha vissuto quella traumatica rottura nel Psi nel 94, non si scompone. Del resto che si sarebbe arrivato a questo punto il senatore lo aveva prospettato da tempo ai suoi fedelissimi e lo aveva confidato due settimane fa anche allo stesso Scopelliti: «Preparati, la rottura sarà inevitabile, le vicende giudiziarie di Berlusconi condizionano troppo il Pdl, qui a Roma i malumori sono troppo forti». 

Gentile ha lavorato non poco per tenere unito il gruppo dei senatori “governativi” non a caso Silvio Berlusconi nei giorni scorsi è andato alla carica per fargli cambiare idea. Tentativi andati a vuoto. A Dennis Verdini e Nitto Palma, ha spiegato che la questione è «politica» e che i “falchi” stanno portando il Pdl alla deriva. 
 
Scopelliti ai delegati al consiglio nazionale che erano già partiti dalla Calabria per raggiungere Roma ha detto di tornare indietro: «Domani non andremo, risparmiatevi il viaggio». Ai giornalisti ha spiegato che senza accordo «non andremo al consiglio nazionale» perché «non vogliamo che si riduca tutto ad una festa per la nascita di Forza Italia». In serata il presidente della Regione sembrava non rassegnarsi alla scissione. Ai giornalisti si è affrettato a dire «Non è una scissione, si esaurisce però l'esperienza del Pdl e nasce un nuovo soggetto politico» dove per lui ci sarebbe un ruolo di primo piano.
 
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