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Pd, Renzi non opziona sindaci calabresi per la direzione
Una giovane all'assemblea: «Sono di Palmi non sono italiana»

Calabria

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CI sono Marco Minniti, che entra di diritto come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e Sandro Principe, capogruppo in Consiglio in una Regione che vede il Pd all'opposizione. E poi sono altri cinque i calabresi eletti ieri a Milano, che faranno parte della nuova direzione nazionale del partito chiamata ad affiancare Matteo Renzi. Sono rappresentanti dei tre schieramenti che si sono affrontati nelle primarie e hanno avuto una ripartizione dei posti in base alle percentuali raccolte da Renzi, Cuperlo e Civati. E proprio in rappresentanza di quest'ultimo appare il nome di Maria Carmela Lanzetta, l'ex sindaco di Monasterace.

I VOLTI NOTI E GLI "ADOTTIVI" - Le altre sono tutte figure note nelle stanze di vertice del Pd: Ernesto Magorno, Enza Bruno Bossio, Nico Stumpo e Alfredo D’Attorre, che calabrese non è ma dopo la contestata esperienza da commissario regionale e la candidatura che gli è valsa l'elezione in Parlamento viene considerato in quota Calabria. 

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Non c'è invece l'altra esponente arrivata da fuori regione: Rosy Bindi, infatti, non è stata conteggiata nella corsia preferenziale degli ammessi di diritto, dato che sono stati esclusi gli ex presidenti dell'assemblea Pd. 

NESSUN SINDACO OPZIONATO - E non c'è nessun nome calabrese nemmeno tra i venti che Renzi aveva facoltà di scegliere: si tratta di sindaci di altre zone d'Italia: Pino Catizone, Stefano Scaramelli, Eugenio Comencini, Luca Pastorino, Stefano Pisani, Federico Vantini, Vladimiro Boccali, Roberto Balzani, Federico Berruti, Andrea Rossi, Romina Mura, Micaela Fanelli, Isabella De Monte, Simonetta Rubinato, Margherita Pedinelli, Stefania Bonaldi, Barbara Paron, Rita Rossa, Monica Chittò, Carla Rocca

E nessun calabrese è stato scelto per far parte della commissione di garanzia, che sarà composta da Franco Marini, David Ermini, Enrico Morando, Gianni Principe, Angelo Argento, Gianclaudio Bressa, Salvatore Vassallo, Paola Bragantini, Aurelio Mancuso.

LE NOMINE DI DIRITTO - Nel comuto complessivo, oltre ai 120 rappresentanti delle liste per le primarie, nella nuova direzione Pd entrano di diritto anche  la coordinatrice delle donne, il coordinatore della commissione congresso, i presidenti di regione (o i capigruppo) iscritti al Pd, i sindaci delle città metropolitane, presidenti ed ex presidenti del consiglio, ex segretari nazionali, segreteria e i candidati alle primarie 2013.

I 5 MINUTI DI TERESA SURACE - Alla calabrese e cuperliana Teresa Surace è toccato, invece di parlare ieri durante l'assemblea nazionale dalle 14,10 alle 14,15. E il neo segretario, appena Teresa ha finito di parlare, si è alzato ad abbracciarla. «Io sono Teresa - ha detto - ho ventuno anni e non mi sento propriamente italiana, infatti vengo da Palmi in provincia di Reggio Calabria. Da una terra dalla quale i giovani scappano ancora con la valigia di cartone. Non sono italiana perché pago le tasse, ma non ho i servizi. Pensate che nella Piana di Gioia Tauro sono stati chiusi tre ospedali, uno è stato smantellato totalmente; nel frattempo c’hanno raccontato che avrebbero fatto l’ospedale della Piana. Per ora è rimasto soltanto un sogno, intanto l’ospedale più vicino che abbiamo risulta essere distante troppo lontano per alcuni da raggiungere e troppo difficile da raggiungere da altri versi. Da quando sono nata nel 1992 non ho mai percorso l’autostrada  senza fare lo slalom tra i birilli dei lavori in corso. Non sono italiana perché da me non esiste l’alta velocità, io per arrivare a Roma ci impiego 6 ore, le stesse che ci impiega un romano per prendere un caffè a Milano e tornare indietro. Vedete a me non importa del disinteresse che il resto del panorama politico ha riservato per il Sud, a me importa dell’interesse che ci metterà questo nuovo partito democratico; a me importa che il partito democratico non pensi più al Sud come una questione da risolvere ma come una risorsa».

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