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Cantieri sull'A3, il Pd chiede le dimissioni di Ciucci
«Ha ingannato i calabresi sui tempi dei lavori»

Calabria

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SANT'ONOFRIO (VV) - Senza appello la bocciatura dei consiglieri regionali del Pd in relazione ai lavori sulla Salerno-Reggio Calabria e alle dichiarazioni dell'amministratore unico dell'Anas Pietro Ciucci, un giudizio che sfocia nella richiesta di «Immediate dimissioni di Pietro Ciucci, per aver preso in giro i calabresi e gli italiani sui tempi di conclusione dei lavori di ammodernamento dell’A3 e critiche forti per i silenzi complici e subalterni e l’assoluta mancanza di iniziative da parte del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, e del suo esecutivo nei confronti dell’Anas e del Governo nazionale». 

Assieme a Carlo Guccione e Pietro Giamborino alla conferenza stampa rientrante nell’ambito dell’iniziativa "Viaggio tra le bugie di Ciucci e sulla Sa-Rc" erano presenti anche il deputato del Pd, Bruno Censore, e il segretario provinciale di Vibo, Michele Mirabello. A tal proposito Censore, Guccione e Giamborino hanno annunciato la presentazione nei prossimi giorni di due interpellanze, una in Parlamento e l’altra in Consiglio regionale. 
«Non ci fermeremo qui. Andremo avanti - ha detto Guccione - con le nostre iniziative di denuncia fino a quando non sarà fatta chiarezza sui progetti che riguardano la chiusura definitiva degli attuali cantieri, i 58 chilometri ancora da progettare e da finanziare e i tre miliardi e 100 milioni che ancora mancano per il completamento di questa importante infrastruttura che serve non solo alla Calabria, ma all’intero Paese. Vogliamo sapere quando e da dove verranno questi soldi. E, soprattutto, i tempi in cui saranno completati i lavori. Che figura fa l'Italia, che è ancora una delle maggiori potenze del mondo - si è chiesto ancora Guccione - se non riesce a completare nemmeno la sua più importante infrastruttura viaria nazionale? Non è assurdo che per costruire un’autostrada che l’Unione Europea non considera neanche tale poichè dovrebbe avere quattro corsie e non solo quella di emergenza (là dove è stata costruita), si impieghino più anni di quanti ne siano serviti per costruire le piramidi in Egitto?». 
Secondo Guccione, «i prezzi che, a causa di tutto ciò, la Calabria ha dovuto pagare in termini di immagine e di mancato sviluppo sono altissimi. Questa imponente struttura, con i cantieri perennemente aperti, non solo ha trasmesso all’Italia e al mondo l’immagine di una Calabria degli sprechi e dell’inefficienza, ma ha fortemente compromesso e impedito il decollo e lo sviluppo della nostra regione. La misura - ha concluso Guccione - a questo punto è davvero colma. C'è bisogno di una vera e propria inversione di tendenza. La nostra terra e il nostro popolo non possono più sopportare di essere considerati spreconi e assistiti a vita. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e a compiere tutti i nostri doveri, ma non accettiamo più di essere bistrattati e presi in giro. Rivendichiamo con forza i nostri diritti e, se sarà il caso, assumeremo qualsiasi iniziativa, perchè essi siano garantiti e rispettati".

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