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La Regione pronta a varare il piano paesistico
Dattolo: «Una rivoluzione copernicana per la Calabria»

Calabria

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CATANZARO - La Calabria si prepara ad adottare il suo piano paesistico. Il documento passato in giunta regionale lo scorso 30 dicembre è un atto che anticipa quello che sarà il vero e proprio Piano paesistico che fissa norme e vincoli e che si raccorda con il lavoro fatto dagli stessi Comuni. In questo modo si fisseranno le regole di tutela e sviluppo e i criteri di salvaguardia del patrimonio paesaggistico. Il documento è parte integrante del Quadro Territoriale Regionale (in sigla Qtr) ed esplica la funzione di linee guida per la pianificazione e valorizzazione degli ambiti paesaggistici che sono a loro volta classificati in 16 ambiti paesaggistici territoriali regionali dai quali derivano la definizione di 39 Unità paesaggistiche territoriali. Un passo non da poco. Importante. Non facile. Anche perchè in Calabria è un ammasso di colate di cemento a cui si aggiungono norme urbanistiche non sempre chiare e infatti manca (mentre c'è in altre regioni) il piano paesistico a cui comunque bisognerà far riferimento quando si andranno a chiedere autorizzazioni. L'idea è una visione nuova, globale della Calabria. Idea ardita, ma di certo le leggi urbanistiche sono necessarie. E infatti quelle nuove si muovono soprattutto sulla valutazione approfondita di un’urbanizzazione dei suoli liberi; questo sarà possibile, affiancando alle tradizionali forme di regolazione degli usi del suolo, e cioè la pianificazione e la protezione della natura per esempio, a nuove misure finalizzate a completare le zone all’interno delle città e a recuperare aree dismesse e sottoutilizzate. Si tratta di una strategia d’azione combinata, il contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione urbana all’interno di un unico piano organico della nostra disciplina urbanistica. «I suoli da tutelare - ha chiarito l'assessore Alfonso Dattolo - non possono essere solo quelli agricoli, ma tutti i suoli non urbanizzati. Per tradurre questo assunto in realtà, sarà necessario in futuro legare gli obiettivi e le politiche di limitazione del consumo di suolo con misure e strumenti per garantire efficacia e sostenibilità economica, ma anche sociale e ambientale. Credo moltissimo negli interventi sulla città esistente: il riuso, il recupero e la rigenerazione urbana! Questa sarà una rivoluzione copernicana per la Calabria».

 
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