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Rifiuti, è di nuovo emergenza in Calabria
Nessuno vuole gli impianti e i cumuli sono ovunque

Calabria

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CATANZARO - Tonnellate di spazzatura pronte a partire verso la Puglia, mentre vanno avanti le procedure per l'appalto che servirà ad esportare immondizia all'estero. Ma i camion sono strapieni, i sindaci, le associazioni ambientaliste hanno imbracciato l'ascia da guerra, per cinque giorni si è raccolto un terzo della spazzatura prodotta, perchè non si sapeva dove buttarla. In Calabria insomma è di nuovo emergenza. 

La burocrazia rallenta il lavoro dell'ente regionale. L'incendio all'interno del termovalorizzatore di Gioia Tauro poi blocca la raccolta nel reggino. Dallo Stretto fino al Pollino ci sono cumuli di rifiuti per strada, odori nauseabondi, sacchetti riversi sull'asfalto. L'area nord della Calabria scarica a Pianopoli ed Alli, ma nel catanzarese la rivolta dei sindaci e ambientalisti è ormai scesa in piazza, prima contro lo scarico dell'immondizia cosentina (arrivando addirittura a firmare un'ordinanza che vietava l'accesso ai mezzi dei non residenti), poi ci si è accorti che dal 2008 si attende che vada in funzione la discarica di Battaglina, che è un'isola ecologica privata che attende i pareri regionali, ed il popolo ambientalista è sceso in piazza, in migliaia con striscioni e fiaccolate (LEGGI L'ARTICOLO DELLA DENUNCIA DEI SINDACI). 
Storie di ordinaria emergenza. Il punto è che ogni giorno la Calabria produce un surplus di 1200 tonnellate che non riescono ad essere trattate dagli impianti che sono ormai desueti, così si è costretti a portare la spazzatura oltre regione. E non solo. Per la Puglia la Regione è stata costretta a fare una gara ordinaria, perchè una volta che ha adottato la procedura d'urgenza è stata fermata da un ricorso al Tar presentato da un'impresa pugliese. A quel punto si è perso più tempo e non è servito a nulla che, dopo qualche mese, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la necessità di usare l'iter dell'emergenza per quel bando messo su dal dipartimento, affinchè venissero inviate 1200 tonnellate al giorno alla Puglia. 
Ad oggi si attendono le omologhe, ovvero le autorizzazioni che certifichino la qualità del rifiuto che arriva da Rossano, Siderno, Lamezia ed Alli. Mentre i camion partono alla volta del tacco dello Stivale solo se arrivano da Crotone e Gioia Tauro. 
Oltre l'emergenza c'è un piano, una strategia, quella che ha messo in piedi la Regione che prova (dopo diciasette anni di tentativi da parte del commissario per l'emergenza) a realizzare un impianto nella Calabria nord, ovvero nel cosentino, l'unica area sfornita di strutture adeguate capaci di trattare il rifiuto. Il Comune che ha dato il suo placet alla realizzazione di una macchina macina spazzatura modernissima è Bisignano, anche perchè la tecnologia attuale ha modificato di molto l'idea della discarica maleodorante, il sindaco è d'accordo, il patto è stato siglato, ma anche qua voilà il colpo di scena, c'è un comitato che si oppone e i lavori rallentano. Affinchè nulla muti.

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