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Turn-over in sanità, si va verso lo sblocco
Ma ci saranno più controlli del Ministero

Calabria

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CATANZARO - "Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha mostrato grande apertura per modificare le regole a cui devono sottostare le Regioni in Piano di rientro dal debito sanitario": lo ha detto il vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, al termine della Conferenza Stato-Regioni, riferendo dell’incontro di stamane tra le Regioni e il ministro Lorenzin sul Patto per la Salute. 

"Finora - ha spiegato Stasi - le regole non hanno consentito alle Regioni in piano di rientro dal deficit sanitario di fare il passo per chiudere quella fase. Soprattutto vi sono norme che bloccano il turn-over: si aggiustano i conti ma non si dà possibilità alle Regioni di assumere. In Calabria abbiamo interi reparti di ospedali chiusi perchè da 5 anni non si può più assumere. Il ministro ha mostrato grande disponibilità su questo fondamentale punto". Quanto al rafforzamento del potere di controllo da parte del ministero della Salute, di cui ha parlato oggi il coordinatore degli assessori regionali alla Salute, Luca Coletto, in vista della definizione del nuovo Patto per la salute, Stasi concorda: "c'è un bisogno assoluto di rendere più autonomo il ministero della Salute rispetto a quello dell’Economia: per adesso tutti i provvedimenti del ministero della Salute devono sottostare alla regole dell’Economia".
Il nuovo Patto della Salute, è stato evidenziato, sarà all’insegna della “concretezza” e degli “impegni stringentì' e punterà, tra l’altro, ad un rafforzamento dei poteri di controllo da parte del ministero della Salute e allo sblocco del turn over. Questa la linea indicata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante l'incontro con le Regioni. La chiusura del Patto è infatti prevista entro febbraio. Il rafforzamento del ruolo del dicastero, soprattutto in merito alle questioni economiche, è stato dunque uno dei punti oggetto del confronto: “E' emersa da parte di tutti - ha spiegato Lorenzin - l’esigenza di un rafforzamento dell’attività di controllo da parte del ministero della Salute sugli aspetti sanitari, i livelli essenziali di assistenza, il coordinamento scientifico e della prevenzione”.

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