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Misaggi: «Pronto se mi chiama Berlusconi»
Il medico di mamma Rosa per il dopo Scopelliti

Calabria

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IL professore Bernardo Misaggi è un calabrese che vive a Milano. Primario di chirurgia vertebrale all’istituto Pini di Milano. Innamorato della politica, in Forza Italia da sempre. Ha il senso e l’orgoglio dell’appartenenza. Sente di poter spendere parte delle sue capacità per la sua terra. Berlusconi nel 2010 lo avrebbe voluto candidare alla guida della Regione al posto di Scopelliti. Non un contentino per aver operato “mamma Rosa” con successo; per dare, invece, una chanche ed un riconoscimento al merito politico di Misaggi. Potrebbe riproporlo come carta vincente alle prossime regionali. In una coalizione di centrodestra senza Scopelliti. Se ne parla anche nel partito. E’ stato visto di recente a Catanzaro in un’iniziativa di Forza Italia. Bernardo Misaggi non è dunque il lombardo piovuto da… Arcore. 

E’ un calabrese che vuole mettersi in gioco in politica. Il suo ritorno alla politica attiva fa parte di un progetto politico di FI per il rinnovamento della classe dirigente e nelle istituzioni in Calabria? 
«Non si tratta di un ritorno alla politica attiva. Non me ne sono mai allontanato. Non considero la politica come un impegno da delegare a qualcun altro, e per me, che ne ho sempre respirato l’aria in famiglia, attraverso l’impegno di mio padre, è soprattutto una grande passione. Forza Italia in Calabria ha una classe dirigente giovane e dotata di grandi capacità amministrative. La vera battaglia per il cambiamento riguarda nel suo complesso tutta la regione. In quest’ottica offro il mio impegno al fianco dei tanti amici del partito calabrese». 
Da Milano, come percepisce il malessere di tanta gente di Calabria? 
«Vivo al Nord, ma sono molto spesso in Calabria, quindi ho una percezione diretta del malessere diffuso: mancanza di lavoro, vasto precariato, l’impossibilità per tanti giovani di concretizzare un progetto di vita. La politica ha responsabilità antiche, soprattutto per non avere saputo dare una vocazione alla Calabria, creando opportunità lavorative che portino sviluppo e ricchezza. E’ mancata una reale politica del turismo. E’ pur vero che la cattiva politica ha avuto gioco facile di fronte ad una cittadinanza spesso accondiscendente. Oggi la società calabrese ha una maggiore consapevolezza, una maggiore volontà di partecipazione attiva alla vita pubblica, un maggiore controllo sull’operato degli amministratori, ma anche della classe imprenditoriale e professionale, della burocrazia, del mondo accademico, di quello della cultura». 
La nascita di Ncd nell’area della destra dividerà l’elettorato fra questi e FI nella nostra regione? 
«Non ho affatto condiviso la decisione di Alfano di dare vita ad un nuovo soggetto politico. Di fronte ad un attacco profondamente ingiusto, volto a neutralizzare il leader dei moderati, anziché difenderlo con ogni forza, Alfano a tanti altri gli hanno voltato le spalle. Per chi è portatore di forti i valori di lealtà e di onore, quella scelta è inaccettabile. Per questo mi ha molto sorpreso la decisione di Scopelliti. Probabilmente lui ha fatto questa scelta, senza dubbio dolorosa. Ma sono convinto che molti di coloro che lo hanno seguito, soprattutto alcuni amministratori, lo hanno fatto per stare dalla parte di chi governa, e quindi per difendere posizioni personali o politiche. Questo sicuramente sottrarrà a Forza Italia quella parte di consenso che è strettamente legata alla fiducia personale verso determinati personaggi politici, ma sono certo che la quasi totalità del popolo moderato calabrese si riconosce in Forza Italia e le prossime tornate elettorali ne daranno dimostrazione». 
E’ stato con il senatore Gasparri in Calabria. Vi siete chiariti dopo i vecchi attriti? 
«Quello con Gasparri è stato un incontro cordiale con una persona con cui è nato un reciproco sentimento di stima, e che ha dimostrato grande onestà intellettuale, avendo chiarito pubblicamente il contenuto di alcune dichiarazioni che aveva reso quando il presidente Berlusconi mi propose come candidato alla presidenza della Regione». 
 FI sarà veramente un nuovo giudice politico sull’operato di Scopelliti? 
«Forza Italia non si pone tanto come un giudice, ma come un alleato che vuole collaborare con lealtà e correttezza, in questa ultima parte di legislatura. Certo lo farà con spirito propositivo, ma anche vigilando sulle scelte e sulle azioni messe in campo. Senza dubbio Forza Italia chiederà a Scopelliti di mettere a frutto il suo rapporto privilegiato con quel governo Letta dal quale è stato ripagato con la brutta vicenda del trasbordo delle armi siriane nel porto di Gioia Tauro». 
Che si sente di dire sulla sanità calabrese? 
«E’ un problema sicuramente nazionale. Contraendo la spesa per ogni singolo fattore produttivo, quale il personale, il privato accreditato, e contraendo gli investimenti in tecnologie e rinnovamento infrastrutturale, la sanità pubblica sistema i conti a breve termine, ma discapito della performance sanitaria presente e futura. Per la Calabria, sottoposta anche alla scure del piano di rientro, si fa concreto il rischio dell’impossibilità di far fronte alle necessità sanitarie della popolazione. Il disavanzo non accenna a fermarsi. Ci sono situazioni di politica gestionale e di rapporti che sono carenti e che sono alla base per poter dare via a creare un efficace sistema sanità che riesca a coinvolgere tutti i soggetti preposti, dalla politica agli operatori amministrativi e sanitari, coinvolti in prima linea, e questo lo si puo’ fare soltanto con scelte che premino la meritocrazia. Forza Italia potrebbe dare un maggiore contributo con l’impegno diretto dei suoi rappresentanti più capaci nelle postazioni in cui si determinano le scelte e incide sulla soluzione dei problemi, evitando così una sempre piu’ numerosa emigrazione sanitaria calabrese». 
 Prossimi appuntamenti elettorali, a quale si sentirebbe di prender parte come esponente di FI? 
«Il mio impegno politico prescinde dalla possibilità di ricoprire determinate postazioni. Certo è molto gratificante che il mio nome sia ritenuto spendibile nei diversi ruoli, ma avendo tra l’altro una vita professionale molto intensa non ho valutato finora una ipotesi di candidatura. Certamente, per le premesse che ho fatto prima, non esiterei a mettermi a disposizione di Forza Italia e del presidente Berlusconi qualora ritenesse utile un mio contributo a qualsiasi livello. Comunque al di là della mia presenza o meno, ritengo che sia importante la ricerca di candidati nuovi, con un profilo personale e professionale elevato». 
Che idea ha del capoluogo di regione? 
«Nello scenario di una regione che vive molte difficoltà, penso che Catanzaro abbia la fortuna di contare su amministratori attenti e capaci, e che soprattutto sono stati in grado di puntare su una visione di sviluppo che è mancata alla Calabria nel suo complesso. Catanzaro ha tracciato la strada giusta individuando le proprie vocazioni: se saprà proseguire questo percorso in maniera determinata, valorizzando il merito e la qualità, la città e la provincia avranno la possibilità di crescere».

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