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Pd, sono 4 i candidati alla segreteria calabrese
In corsa anche il reggino Canale per i cuperliani

Calabria

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ORA sono quattro i contendenti per la segreteria regionale del Pd. Al gruppo costituito finora da Bruno Villella, Ernesto Magorno e Mimmo Lo Polito, si è aggiunto anche il reggino Massimo Canale, spinto dalla corrente che fa capo a Cuperlo, alla riunione della quale si è aggregata anche Maria Carmela Lanzetta. L'ex sindaco di Monasterace, che si era candidata nelle liste che sostenevano Civati alle primarie per la direzione nazionale del partito, sembrava potesse essere l'esponente sul quale la corrente avrebbe puntato anche per la segreteria regionale. Ieri, però, è arrivata la comunicazione che indicava il sindaco di Castrovillari come candidato dei civatiani. E nello stesso giorno Lanzetta faceva capolino al vertice che i cuperliani avevano organizzato nella sede regionale del partito a Lamezia. Una riunione fiume, iniziata alle 20 e terminata nella notte, durante la quale è arrivata la scelta di puntare su Massimo Canale.

Riguardo la propria posizione, la Lanzetta ha voluto, però, precisare che «non c’è stata alcuna rottura con il gruppo Civati, con il quale continuiamo a lavorare per il rinnovamento del Pd calabrese lacerato da tre anni di commissariamento. Un commissariamento - spiega l'ex sindaco di Monasterace - che ha anestetizzato la dialettica politica, contribuendo, soprattutto, a rafforzare la tendenza all’autoreferenzialità e alla chiusura verso la società civile. La presenza nelle assemblee con altri rappresentanti del Partito democratico calabrese fa parte di una salutare tendenza al confronto, anche e soprattutto nell’ottica di un partito finalmente unito, senza correnti e che operi fondamentalmente per il bene della Calabria e dei cittadini».

Il consigliere comunale reggino ieri si trovava in famiglia e ha preso tutto il tempo a propria disposizione prima di accettare. Dopo le 23 ha sciolto le riserve. E così sarà lui a rappresentare un'area che nel Pd calabrese ha riscosso alle primarie un forte consenso. 

A nulla sono serviti gli appelli all'unità e l'indicazione che da Roma investiva Ernesto Magorno, sindaco di Diamante, fedelissimo di Renzi ma contrastato in una prima fase anche dalla stessa corrente renziana reggina e crotonese. E resta in piedi anche la candidatura dell'ex segretario dei democratici cosentini Bruno Villella, che si presenta fuori dagli schemi.

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