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«Candidiamo solo uomini che amano le donne»
Arcigay s'indigna. E Scopelliti rettifica

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Il concetto con cui il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, ha risposto a una domanda del giornalista di Reggio Tv Mario Maliadò (GUARDA IL VIDEO) con riferimento alla scelta del candidato sindaco di Reggio Calabria, ha fatto esplodere la rabbia e il rammarico della comunità gay calabrese. Scopelliti, durante la conferenza stampa di presentazione dei circoli del Nuovo Centrodestra ha risposto a una domanda sulla prossima contesa elettorale in riva allo Stretto: «Noi non vogliamo né uomini che non siano coraggiosi, né mezzi uomini, né uomini che sono innamorati di altri uomini. A noi piace l’idea di mettere in campo uomini che siano innamorati di donne, che amino il rapporto di coppia e che individuano nel rapporto di un matrimonio un uomo ed una donna. Quando faccio questo tipo di parallelo voglio dire che noi vogliamo uomini che siano innamorati della città».

LA REAZIONE DELL'ARCIGAY - A queste frasi hanno replicato con fermezza Lucio Dattola, Lavinia Durantini e Francesco Bartolo Furfaro, presidenti delle comunità Arcigay di Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro che si sono detti «indignati e rammaricati», per i tre presidenti dell'Arcigay «è specioso che, in un momento storico-sociale come quello che stiamo vivendo in Italia (assistiamo quotidianamente ad atti di discriminazione a sfondo omo-transfobico e di genere, quando il disagio non sfocia in atti estremi come il suicidio; è al vaglio del Senato la legge contro l’omofobia) sia possibile ancora affermare un criterio di scelta dei candidati ancorato ad una concezione macista, sessista, omofoba, di superiorità dell’orientamento eterosessuale e del “maschio”, criterio che nulla c’entra con la realizzazione del bene comune che dovrebbe essere l’unico vero indicatore del politico; criterio quest’ultimo che affonda le proprie radici nel principio dell’Inclusione (non certo dell’esclusione) di ogni persona».

Inoltre, Dattola, Durantini e Furfaro, alla luce dell'attività della Commissione Pari Opportunità della Regione, si sono detti «stupiti e disorientati da affermazioni di tal genere, che offendono non solamente chi appartiene alla comunità omosessuale, soprattutto, ma colpiscono e sminuiscono la dignità di tutti i calabresi, senza distinzione alcuna e l’attività costante e gratuita dei circoli territoriali Arcigay». Intanto, giovedì pomeriggio il presidente Scopelliti, al palazzo del Consiglio Regionale, incontrerà pubblicamente i rappresentanti della comunità gay per chiarire questa sua esternazione ma «sarebbe l’ennesimo fallimento un ormai inflazionato mea culpa, ciò che vogliamo, con urgenza, sono atti concreti a sostegno della comunità omosessuale calabrese, per provare a posizionare la regione, almeno ogni tanto, ai livelli alti delle classifiche per quanto attiene la realizzazione e la tutela della Persona Umana in ogni suo aspetto e in ogni sua specificità».

IL GOVERNATORE RIDIMENSIONA - Il presidente Scopelliti ha cercato di porre un freno alla discussione: «Sono fortemente rammaricato per le polemiche che qualcuno sta alimentando in questi giorni - ha scritto in una nota - strumentalizzando un passaggio estratto da un ragionamento più ampio e articolato che ho pronunciato qualche giorno fa. Voglio innanzi tutto ringraziare gli esponenti dell’Arcigay per non aver speculato, al contrario di altri, sulla frase da me pronunciata e ribadisco che nei loro confronti ho sempre avuto il massimo rispetto che credo di aver sempre dimostrato nella mia storia politica. Confermo che nei prossimi giorni avrò piacere ad incontrarli e questo sarà utile per continuare quel confronto che hanno sempre manifestato con costante e continuo impegno nella vita politica non solo della città ma anche della nostra Regione. Nell’occasione ribadirò, come ho sempre fatto - conclude Scopelliti - che condanno e ripudio qualsiasi forma di discriminazione a partire proprio dall'omofobia».

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