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Primarie Pd, il giorno del ritorno alla normalità
Aperti i seggi per l'elezione del segretario

Calabria

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CATANZARO - Questa sera si saprà se uno dei quattro candidati alla segreteria regionale del Pd avrà la maggioranza dell'assemblea dei 300 delegati necessaria per traghettare il partito in un porto sicuro dopo quattro anni di commissariamento e scontri. Un commissariamento iniziato nel giugno 2010, dopo la pesante sconfitta elettorale subita dal centrosinistra alle regionali che ha lasciato sul campo macerie e con Nicola Adamo, Agazio Loiero e Peppe Bova che hanno lasciato il partito. Adamo poi è ritornato alla casa madre, Bova partecipa oggi alle primarie con i suoi così come Agazio Loiero. Sarà possibile seguire sul sito del "Quotidiano" i risultati dello spoglio delle primarie in diretta, con i seggi che sono stati aperti alle 8. Non mancano le polemiche, come nel caso delle contestazioni avanzate a Vibo Valentia (LEGGI L'ARTICOLO).
Il Pd calabrese è stato guidato in questi anni prima dal senatore Adriano Musi fino al 27 ottobre 2011 che poi si è dimesso in dissenso con la segreteria nazionale che voleva consegnare il partito agli ex ds e successivamente, dal 2 febbraio 2012, da Alfredo D’Attorre che grazie al ruolo e a primarie “farlocche” ha utilizzato il partito per farsi catapultare da nominato in parlamento. Da questa mattina, quindi, urne aperte per le elezioni primarie dalle 8 alle 20 e per cambiare destino al partito e chiudere definitivamente un’epoca. Il nuovo segretario avrà un compito non facile perché non solo dovrà costruire tutti gli organismi ma all’orizzonte c’è il rinnovo del consiglio regionale e la sfida all'uscente Peppe Scopelliti.
L’area del segretario nazionale Matteo Renzi è guidata da Ernesto Magorno, 53 anni, sindaco di Diamante da due legislature e nel 2013 eletto alla Camera dei Deputati. Con Magorno si sono schierati la maggioranza degli eletti e potrebbe diventare il segretario nel momento cui Renzi si appresta a guidare il Paese. Il più giovane in corsa è Massimo Canale, 44 anni, avvocato candidato alle ultime elezioni comunali a Reggio Calabria, nel 2011, alla guida del centrosinistra ma sconfitto da Demetrio Arena. Canale rappresenta la corrente cuperliana ed appartiene alla nuova generazione dei dirigenti pidiellini calabresi. Il quarto candidato è Domenico Polito, 48 anni, anch’egli della provincia di Cosenza, avvocato, rappresenta l’area di Pippo Civati e dal 2013 è sindaco di Castrovillari. Poi c'è Bruno Villella, 61 anni, cosentino, un outsider non di poco conto, che in passato ha ricoperto anche ruoli dirigenziali nello stesso Pd e che è stato candidato al Senato alle ultime politiche essendo stato espressione del presidente della Provincia Mario Oliverio.
A dire il vero, il confronto tra i candidati in questa campagna elettorale non è mai stato accesso, tranne negli ultimi giorni per lo scontro storico tra una parte del partito che fa riferimento prevalentemente agli ex Ds rappresentata da Massimo Canale e l'area Renziana guidata da Ernesto Magorno.
Sabato si è arrivati anche ad una incresciosa scazzottata nella federazione provinciale di Cosenza tra due dirigenti politici storici della città nella fase di allestimento dei seggi (LEGGI L'ARTICOLO). Tra i candidati, invece, i toni si sono alzati solo in settimana durante un confronto organizzato dalla Cgil calabrese. L’argomento che accomuna tutti e tre i candidati sono la fine del commissariamento e l'unità del partito. Ieri ci sono stati gli ultimi appelli con Magorno che ha scelto il balcone della casa della mamma nel centro storico di Diamante dove ha tenuto il discorso conclusivo ricordando il presidente delle Provincia Antonio Acri prematuramente scomparso «l'unico - ha detto tra le lacrime - che avrebbe potuto guidare il nuovo centrosinistra alla Regione». Mentre Villella ha lanciato la sfida a sottoscrive quattro punti in cui si bandiscono le deroghe alle due candidature, equiparazione delle indennità dei consiglieri regionali a quelle dei sindaci, rendere pubbliche le spese del gruppo o l’obbligo della contribuzione degli eletti.

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