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Rifiuti, poteri speciali alla Giunta regionale
In Consiglio l'assessore Pugliano bacchetta tutti

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La commissione regionale ambiente ha dato il via libera alla proposta di legge presentata dal consigliere regionale Fausto Orsomarso che assegna alla giunta regionale "poteri speciali" per la risoluzione delle problematiche legate al servizio di smaltimento dei rifiuti. La norma approvata dalla commissione presieduta da Gianluca Gallo, così come stabilito dalla conferenza dei capigruppo, è quindi passata alla discussione in consiglio regionale per la sua approvazione finale.

Nel massimo consesso regionale a prendere la parola è stato l'assessore all'ambiente Francesco Pugliano che non ha risparmiato bacchettatea 360 gradi. La prima al territorio cosentino: «Non è più sopportabile la resistenza dell'area cosentina che rimane sorda ai richiami per la realizzazione concreta del terzo pilastro del sistema che, ancora oggi, rende inefficiente il piano di smaltimento dei rifiuti». La seconda ai commissari: «Abbiamo ereditato un sistema impiantistico incompleto, insufficiente e inefficiente. La norma in discussione, invece, darebbe la possibilità al dipartimento ambiente di autorizzare impianti privati di trattamento per aiutare le strutture operative in Calabria nello smaltimento dei rifiuti». La terza alla differenziata: «In Calabria ad oggi registriamo una percentuale misera, indecente ed incivile della raccolta differenziata».

Dopo una lunga discussione in Consiglio Regionale il consesso ha approvato con i soli voti della maggiornaza la proposta di legge conferendo, di conseguenza, poteri straordinari alla Giunta regionale di modo che la stessa "possa affrontare al meglio l'emergenza in essere".

La Regione per affrontare l'emergenza rifiuti che la attanaglia ormai da quasi 15 giorni, si affida anche all’attività dei privati. E’ quanto prevede un emendamento di "Integrazione alla legge regionale 12 aprile 2013, n. 18 (Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi)" in discussione nella seduta del Consiglio regionale. 
L’assessore all’Ambiente della Regione, Francesco Pugliano, intervenuto dopo l’illustrazione della norma da parte del relatore Gianluca Gallo, ha definito "di straordinaria importanza la norma di modifica della legge" tenuto conto dello "squilibrio territoriale che in Calabria caratterizza il sistema dei rifiuti, sbilanciato dalla mancata realizzazione dell’impianto nell’area del cosentino". 
"In Calabria - ha aggiunto Pugliano - vengono prodotti quotidianamente oltre 2.400 tonnellate di rifiuti. Oggi la situazione è stata messa in crisi per la chiusura da circa 15 giorni, dell’unica discarica attiva sul territorio: Pianopoli. Delle 2400 tonnellate solo il 41% viene trattato nei sette impianti pubblici attualmente funzionanti in Calabria. A dimostrazione di un sistema impiantistico incompleto, insufficiente ed inefficiente". Da qui la norma che apre alla possibilità per gli impianti privati, autorizzati, di supportare gli impianti del sistema pubblico. "Una scelta che ci consentirà di trattare circa 1200 tonnellate di rifiuti al giorno e di rientrare in una condizione di legittimità". 
Pugliano ha elencato i tre elementi fondamentali che caratterizzano l’attuale situazione della Calabria, l'insufficienza degli impianti, il loro squilibrio nella distribuzione territoriale, il lungo periodo di commissariamento per l’emergenza rifiuti, ribadendo che il Piano della Regione Calabria per rendere il sistema efficiente fonda su tre punti: infrastrutturare l’area nord della Calabria, raggiungendo l'autosufficienza territoriale; prevenire, mettendo in campo ogni azione per evitare che ogni prodotto diventi un rifiuto, attraverso la raccolta differenziata; seguire il principio di prossimità, accorciando le distanze tra produzione e smaltimento rifiuti". 

Nel corso della seduta Pugliano ha rimarcato lo «squilibrio territoriale che in Calabria caratterizza il sistema dei rifiuti, sbilanciato dalla mancata realizzazione dell’impianto nell’area del cosentino. In Calabria - ha aggiunto Pugliano - vengono prodotte quotidianamente oltre 2.400 tonnellate di rifiuti. Oggi la situazione è stata messa in crisi per la chiusura da circa 15 giorni, dell’unica discarica attiva sul territorio: Pianopoli. Delle 2400 tonnellate solo il 41% viene trattato nei sette impianti pubblici attualmente funzionanti in Calabria. A dimostrazione di un sistema impiantistico incompleto, insufficiente ed inefficiente». Con la legge approvata oggi si inserisce la norma che apre alla possibilità per gli impianti privati, autorizzati, di supportare gli impianti del sistema pubblico. «Una scelta che ci consentirà di trattare circa 1200 tonnellate di rifiuti al giorno e di rientrare in una condizione di legittimità». Pugliano ha elencato i tre elementi fondamentali che caratterizzano l’attuale situazione della Calabria, l'insufficienza degli impianti, il loro squilibrio nella distribuzione territoriale, il lungo periodo di commissariamento per l’emergenza rifiuti, ribadendo che il Piano della Regione Calabria per rendere il sistema efficiente fonda su tre punti: infrastrutturare l’area nord della Calabria, raggiungendo l'autosufficienza territoriale; prevenire, mettendo in campo ogni azione per evitare che ogni prodotto diventi un rifiuto, attraverso la raccolta differenziata; seguire il principio di prossimità, accorciando le distanze tra produzione e smaltimento rifiuti». 

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