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Emergenza rifiuti, sindaci sul piede di guerra
Nel Catanzarese pronte azioni eclatanti

Calabria

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CATANZARO - Fascia tricolore al petto e tanta voglia di lottare. La provincia di Catanzaro deve essere liberata dai rifiuti. Su questo i sindaci non transigono più. Nella sala consiliare del Comune di Catanzaro ci sono gli amministratori dell'intero territorio. C'è il presidente della Provincia, Wanda Ferro e molti consiglieri regionali. L'aula è gremita. Sergio Abramo parla per primo. Ed anche per ultimo. Chiude, infatti, i lavori annunciando la richiesta formulata alla Regione di fare un decreto per far scaricare a Pianopoli solo i Comuni di Catanzaro. Con un'ordinanza per almeno quattro o cinque giorni, a partire da domani quando l'impianto tornerà in funzione. Di più. Sollecita l'istituzione di un tavolo permanente al Consiglio regionale per sapere come si attiveranno per attuare la legge regionale. Se ciò non dovesse avvenire i sindaci occuperanno la discarica di Pianopoli.
«Solamente in questo modo il territorio - dice il sindaco - faremo capire alla provincia di Cosenza cosa vuol dire avere i rifiuti per strada». Abramo, accoglie la proposta del consigliere regionale De Masi, di sottoporre il problema ai capigruppo. Ma non si accontenta. Chiede alla Regione di intervenire presto. E attraverso due azioni: il superamento dell'emergenza e la programmazione. Attivando un'unità di crisi e sollecitando le altre province, secondo Abramo, «miopi e a volte troppo sorde alle esigenze dei territori che, da ormai molti anni, ospitano i rifiuti di tutta la regione».
Il sindaco di Catanzaro propone una protesta permanente dei sindaci e l'occupazione della discarica di Pianapoli per impedire che i mezzi delle altre province scarichino nell'impianto. Poi il primo cittadino lancia un monito al suo Consiglio comunale. Invita i più riottosi a votare la pratica relativa all'adeguamento della discarica di Alli che ha, peraltro, già ricevuto il via libera della Legambiente. Poi, però, si rivolge ancora una volta alla Regione. Chiede aiuto. Per i sindaci lasciati, troppe volte, soli e in balìa di ristrettezze economiche che porteranno molti a non voler più ricoprire questo incarico. Come Abramo anche Francesco Pugliano, assessore regionale all'Ambiente, si sofferma sull'esigenza di ampliamento della raccolta differenziata definendo quella attuale «indecente e incivile». L'amministratore di Palazzo Campanella fa però di più. Addebbita le responsabilità del fallimento del sistema rifiuti non ai commissari ma alla classe dirigente che, negli ultimi anni, non ha affrontato un tema che fa paura a molti. Seguendo una filosofia basata sulla realizzazione delle megadiscariche private.
«La nuova filosofia - dice l'assessore - che deve governare questo sistema è quella che fa convivere il pubblico e il privato». Pugliano parla del bando fatto per portare i rifiuti all'estero. E si sofferma sulle 1200 tonnellate di rifiuti al giorno che non trovano ospitalità. «Se dovesse scadere l'ordinanza di Scopelliti e riempirsi la discarica di Pianopoli, le 750 tonnellate provenienti dall'area cosentina dove andranno? - si chiede. In tal caso l'uscita di sicurezza potrebbe essere l'estero». L'assessore Pugliano è un fiume in piena. Annuncia la firma dell'accordo di programma con il Conai previsto per domani. E parla degli impianti di compostaggio anaerobico in grado di rendere autonomi i territorie.Il dibattito va avanti. I sindaci che vogliono dire la loro sull'emergenza rifiuti sono davvero tanti.

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