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Pd, Magorno eletto segretario regionale con 156 voti
Scambi di accuse in assemblea. Vallone presidente

Calabria

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LAMEZIA TERME - Clima pesante attorno all'assemblea del Pd calabrese chiamata ad eleggere il nuovo segretario regionale dopo anni di commissariamento. I lavori, che si svolgono a Feroleto Antico, nel Catanzarese, hanno registrato la presenza inattesa della dirigente nazionale Chiara Braga. Ma non è bastato ad assicurare serenità. I risultati delle primarie di domenica scorsa, che non hanno assegnato la maggioranza assoluta dei delegati ad alcuno dei quattro candidati in corsa e le fratture tra le diverse correnti, hanno creato una situazione di stallo, nonostante l'alleanza siglata ieri tra il renziano Magorno e Villella e la dichiarazione di Lo Polito che ha annunciato l'astensione dal voto. Alla fine, dopo ore di veleni e accuse reciproche, Magorno è stato eletto segretario con 156 voti su 300 delegati, a fronte di 17 bianche e 2 preferenze per Canale. Ma i cuperliani per protesta non hanno partecipato al voto.

BOTTA E RISPOSTA CANALE-MAGORNO - La corrente che fa capo a Cuperlo, guidata alle primarie da Canale, ha attaccato Magorno sul tema delle dimissioni da chiedere al governatore Scopelliti. «Chiediamo un pronunciamento politico» ha affermato il candidato segretario. Dura la replica di Magorno: «Il mio giudizio sulla Giunta Regionale è noto da tempo e non ha bisogno di 'patentì da alcuno, tantomeno da Canale. Canale sbaglia strada se vuole proseguire con le provocazioni, le allusioni e le calunnie».

I cuperliani contestano chiedendo anche una maggiore condivisione nella gestione del partito. Intanto, in mancanza delle condizioni per eleggere il segretario, sono state presentate le candidature per la presidenza dell'assemblea. L'unico nome è stato quello di Peppino Vallone. Per lui, su 173 votanti, sono stati espressi 154 voti, schede bianche 15 riconducibili al gruppo Lo Polito, nulle 4.

L'ANNUNCIO DEL RICORSO DEI CUPERLIANI - Nemmeno le elezioni però mettono fine alle polemiche. I cuperliani annunciano ricorsi: «Vallone e Magorno - affermano in una nota - sono stati eletti rispettivamente con 154 e 156 voti su 300 aventi diritto. Non avrebbero superato la metà più uno dei componenti assegnati se non avessero fatto votare numerose persone in sostituzione di delegati eletti e, quindi, componenti effettivi dell’Assemblea ma fisicamente assenti alla riunione di stamattina. Evidentemente si coglieva nell’aria la presenza di almeno 20 franchi tiratori e qualcuno ha pensato che non ci fosse di meglio che far votare persone non delegate». Da qui l'attacco a Perugini («probabilmente il tutto gli sarà sfuggito») e l'annuncio del ricorso. Su twitter la replica di Chiara Braga: “L'assemblea regionale Pd Calabria ha eletto suo presidente Vallone. Dispiaciuta per le tensioni, ma garantisco che tutto si è svolto in modo regolare”. 

L'INVITO ALLE DIMISSIONI IN CONSIGLIO REGIONALE - Per i cuperliani, il Pd è come «una mela tagliata a metà». Parlano di un Magorno «segretario dimezzato» e «ostaggio dei capibastone» e gli lanciano una sfida: «Lunedì è riunito il gruppo consiliare. Attendiamo con fiducia che all’unanimità, i consiglieri del Pd si dimettano. Altrimenti il refrain di Sandro Principe e dei suoi sodali "Scopelliti si dimetta" rimane solo acqua che scivola sulle pietre». Magorno accetta la sfida: «Questo consiglio regionale deve andare a casa e deve essere sciolto. Tutti i nostri consiglieri regionali devono proporre una mozione di sfiducia al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, ed il Pd domani deve convocare il gruppo per farla proporre altrimenti i consiglieri regionali si devono dimettere perchè non vogliamo Scopelliti».

LA FRECCIATA DI SCOPELLITI - Da Scopelliti arriva intanto una frecciata: «Trovo grottesco questo conflitto nel Pd calabrese tra Magorno e Canale per la leadership regionale tra scontri fisici persone che finiscono in ospedale e truffe e brogli nei seggi». Il governatore lo ha detto parlando a margine di una iniziativa per l’inaugurazione di un circolo di Ncd a Reggio Calabria. Scopelliti ha poi aggiunto: «Quello che gli esponenti del Pd calabrese fingono di non sapere è che loro il segretario regionale ce l'hanno da almeno 15 anni che li indirizza, li governa e li frusta».

 

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