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Scopelliti difende Gentile: «Non è indagato»
E affonda sul Pd: «Da loro nomi inquietanti»

Calabria

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E' BUFERA sul sottosegretario Antonio Gentile. Solo il suo partito è rimasto a difenderlo per la nomina arrivata nei giorni in cui il suo nome è al centro della polemica con "L'ora della Calabria" per la mancata pubblicazione della notizia sull'indagine che riguarda il figlio del senatore. A lanciare la richiesta di rimuovere Gentile sono stati i direttori dei principali quotidiani italiani con interventi su "Il Fatto quotidiano", 

«Se quella nomina l’avesse fatta Berlusconi sarebbero insorti tutti», afferma Ferruccio De Bortoli del "Corriere della Sera". «Renzi deve pretendere che Ncd ritiri quel personaggio», chiede Ezio Mauro, de "La Repubblica". Perentorio Roberto Napoletano, de "Il Sole 24 ore": «E' una figura screditata. Impossibile mediare: vada via». Per Mario Calabresi, de "La Stampa", «il premier, Alfano e lui stesso dovrebbero porre rimedio». Infine Enrico Mentana, de "La 7": «Quella delega va ritirata. E’ un problema di libertà». 
Un fiume di pressioni che, secondo quanto trapela, avrebbero fatto scattare una riflessione approfondita, al punto che sarebbero sempre più probabili le dimissioni di Gentile dall'incarico di Governo.
In difesa del senatore calabrese è sceso iL presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. In una intervista al Messaggero sottolinea: «Non mi risulta che sia indagato».  
«In questo governo - sottolinea il presidente - ci sono posizioni più imbarazzanti, direi anche inquietanti». Alla domanda di fare qualche esempio, risponde: «i nomi potete leggerli, sono uomini del governo, sono sui giornali». 
Il presidente si sofferma anche sulla rotativa bloccata del quotidiano: «Non ho sentito personalmente lo stampatore. Dicono però che quelle rotative si bloccavano spesso, che non era la prima volta che il giornale non usciva». E sul passo indietro di Gentile richiesto dal segretario regionale del Pd Magorno dice: «Il partito democratico è preoccupato perchè la nomina di Gentile a sottosegretario rafforza il centrodestra». Con Gentile si è schierato anche Gaetano Quagliarello: «La polemica che si sta sviluppando intorno al presunto "caso Gentile" denota superficialità e inconsapevolezza della corsa a precipizio che di questo passo si sta compiendo verso la barbarie e l’asservimento della politica a operazioni di altra natura». 
Ma ad insistere sulle dimissioni o la revoca di Gentile, c'è anche la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, ospite di Sky Tg 24 ha sostenuto: «La nomina del sottosegretario Gentile deve vedere da subito un impegno da parte del presidente del Consiglio nel revocarla e direi anche dal ministro dell’Interno. Possono dare prova di avere a cuore gli interessi del Paese piuttosto che queli del proprio partito». 
«Non può restare al suo posto perchè quella telefonata è inquietante», aggiunge riferendosi all’intervento che sarebbe stato fatto dall’esponente del Nuovo centrodestra per impedire l’uscita della notizia su un’inchiesta che riguardava il figlio (LEGGI IL CASO).
Anche il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, prepara le barricate contro Gentile: «Sottoporrò all’assemblea regionale del partito un documento nel quale si chiede al Governo la revoca della nomina di Antonio Gentile a sottosegretario». 
«La scelta del Ncd di indicare Gentile - prosegue Magorno - è stata decisamente inopportuna e stride con la volontà del Pd, ma credo di tutti i cittadini calabresi, di avviare una stagione di rinnovamento nella nostra regione».

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