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Anche l'Umbria dice di no ai rifiuti calabresi
L'emergenza si complica, scatta la guerra tra comuni

Calabria

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CATANZARO - «L'impiantistica regionale dell’Umbria non presenta eccedenza per il trattamento e smaltimento di rifiuti oltre al soddisfacimento dei fabbisogni interni regionali»: risponde con un "no", l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, alla richiesta di disponibilità di conferimento e trattamento dei rifiuti presso gli impianti umbri, avanzata dalla Regione Calabria in seguito alla situazione di emergenza che si è venuta a creare in quel territorio. Prima dell'Umbria era stato il Piemonte a respingere l'ipotesi di accogliere rifiuti calabresi (LEGGI L'ARTICOLO).

«La situazione dell’impiantistica in Umbria - spiega ancora Rometti in una nota della Regione - non consente di dare un positivo riscontro alla vostra richiesta. L’auspicio è che la situazione possa evolversi positivamente e che la Regione Calabria, dopo aver superato le difficoltà attuali, si avvii verso l’autosufficienza e l’efficienza del sistema regionale per lo smaltimento e il trattamento dei rifiuti».
Intanto, la riapertura della discarica di Pianopoli, che dovrebbe contribuire allo smaltimento della spazzatura ancora in strada, ha provocato aspre polemiche. I sindaci della provincia di Catanzaro hanno annunciato per venerdì il blocco della strada di accesso all'impianto per i camion provenienti da altre province. Questo perché, a loro dire, non sarebbe stata rispettata l'ordinanza della Regione con la quale si indica la priorità di conferimento per i comuni del Catanzarese. Ed è in questo contesto che i cumuli di immondizia, maleodorante, restano ancora per le strade. La situazione, infatti, è troppo complessa per essere risolta in pochi giorni e con le strutture che, comunque, funzionano ancora a singhiozzo.

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