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Catanzaro, Abramo azzera la giunta comunale
Rimpasto tra equilibri politici e polemiche

Calabria

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CATANZARO - Il sindaco di Catanzaro azzera la giunta e le deleghe ai consiglieri. Alla fine fa un vero e proprio rimpasto. E prima di quanto previsto. Abramo asseconda la richiesta di chi, alle resistenze dell'ingresso dell'Udc nell'esecutivo, ha risposto per un'intera settimana a muso duro. Dà un segnale alla città. E chiama a raccolta, per domenica sera alle 18, tutte le forze della coalizione che lo hanno portato alla vittoria non una, ma due volte nello stesso anno. Cerca, così, di frenare l'onda negativa che, nelle ultime ore, si sta abbattendo su Palazzo de Nobili con lo spinoso caso delle intercettazioni delle telefonate tra assessori e tecnici comunali su multe e appalti, dalle quali è scaturita la polemnica per gli straordinari imposti ai vigili urbani per presidiare le auto lasciate al parcheggio in occasione della manifestazione Pdl che aveva portato verso Roma simpatizzanti e miltanti del partito. Tentando di far capire agli alleati la bontà del progetto "Udc". 

Un tentativo poco riuscito durante la settimana. Per sette giorni gli alleati del centrodestra se ne sono detti di tutti i colori. Mettendo in discussione la leadership di Mimmo Tallini e insinuando il dubbio che dietro l'operazione "Udc" possano esserci dinamiche politiche legate alle elezioni regionali e alle comunali di Lamezia Terme. Per sette giorni Abramo è rimasto in silenzio. Ha continuato a lavorare cercando di far ragionare i tre componenti del suo stesso gruppo, tra i nove consiglieri che, per primi, si sono opposti all'ingresso dello Scudo Crociato in giunta. 

Ora, però, stanco dei litigi e amareggiato per le ultime vicende, il sindaco mette a tacere tutti: si riparte da zero. Anzi no. Si riparte da due nuovi e importanti elementi: l'ingresso dell'Udc nella squadra di governo e le modiche intervenute nella composizione dei gruppi. Leggendo queste ultime righe nello stringato comunicato arrivato poco dopo le venti dall'ufficio stampa del Comune, tutto lascia presagire che, forse, Abramo voglia rivedere più di una postazione. Ma la scelta (o le scelte) dipende anche dai nuovi assetti derivati dalla scissione del Pdl tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra. Di più. Qualcuno è già pronto a chiedere anche l'azzeramento della presidenza del Consiglio (votata dall'assise) e degli incarichi di sottogoverno. Ad ogni modo poche ore ancora e ne sapremo di più. Domenica alle 18, nell'ufficio del sindaco, ci saranno i leader dei partiti accompagnati dai capigruppo (presenza ancora da confermare): il senatore Piero Aiello con Marco Polimeni, il consigliere regionale Claudio Parente con Carlo Nisticò, il dirigente di Forza Italia, Wanda Ferro e l'assessore regionale/capogruppo di FI, Mimmo Tallini, Eugenio Riccio in rappresentanza del gruppo Catanzaro con Abramo, il segretario provinciale dell'Udc, Salvatore Mazzotta e Roberto Rizza. Di certo c'è una cosa: il sindaco non vuole perdere tempo. E sentite le forze politiche, entro una settimana al massimo, procederà alla composizione del nuovo esecutivo.

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