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Tra i grillini calabresi si rischia faida politica
Nesci vuole mettere Molinari e Barbanti sotto accusa

Calabria

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Dalila Nesci

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COSENZA - I presupposti  per innescare una “faida” nel Movimento 5 Stelle calabrese ci sono tutti e venerdì a Lamezia si è rischiato il botto. Sul banco degli imputati sarebbero in due, il deputato Sebastiano Barbanti e il senatore Francesco Molinari, ad accusarli con l'annuncio che avrebbe portato il caso all'assemblea parlamentare (una sorta di commissioni disciplinare) è la deputata vibonese Dalila Nesci che si è scagliata contro i due colleghi perchè continuano a tenere una linea politica diversa rispetto al deliberato del gruppo. 
La riunione lametina era stata convocata da Sebastiano Barbanti che con Molinari stanno tenendo diverse iniziative sul territorio per discutere dei problemi più urgenti per la Calabria. Il tema da affrontare era quello dei rifiuti, un'emergenza che la Regione non riesce ad affrontare al punto che le città più grandi della Calabria sono sommerse dalla spazzatura.
Il M5S nelle scorse settimane  ha presentato all'assessore regionale all'Ambiente Francesco Pugliano un contropiano per la gestione dei rifiuti e il parlamentare Barbanti, raccogliendo l'invito di diversi meetup della Calabria, ha organizzato a Lamezia una tavola rotonda invitando il senatore Carlo Martelli, componente della commissione Ambiente di Palazzo Madama, ad incontrare i cittadini per un confronto a tutto campo sul tema. Alla riunione erano presenti solo quattro dei sei parlamentari, Parentela, Nesci, Barbanti e Molinari, assenti Morra e Dieni. 
Ad un certo punto della discussione i “grillini” di Gioia Tauro hanno criticato la linea attendista del M5s sullo smaltimento delle armi chimiche siriane nel porto. Il gruppo parlamentare calabrese, quando si è trattato di votare sul tema, si è diviso con la maggioranza favorevole all’utilizzo del  porto di Gioia Tauro ma solo in condizioni di massima sicurezza per i cittadini, mentre Barbanti e Molinari erano e sono contrarissimi. Tale divisione è emersa durante la discussione di venerdì al punto che la Nesci, si è alzata e ha attaccato i colleghi annunciando di portare il caso all'assemblea parlamentare. Tutto è avvenuto tra l'incredulità dei circa 50 presenti alla tavola rotonda. E questa vicenda è solo l'ultima di una lunga serie di tensioni che si registrano tra i parlamentari calabresi pentastellati. Un altro caso che sul meetup cosentino fa discutere è la vicenda della “Legge Lazzati”, quella che vieta ai mafiosi di fare campagna elettorale, promossa dal giudice di Cassazione Romano De Grazia. Tale legge “adottata” da Morra in campagna elettorale con un'iniziativa a San Luca proprio con il giudice De Grazia, ha avuto un epilogo controverso. La proposta di legge, rivisitata, è stata presentata da Barbanti alla Camera come primo firmatario a cui si sono aggiunte le firme d iuna trentina di deputati; al Senato da Morra e Molinari con la firma in totale di 44 senatori di cui 3 del Pd. Ad un certo punto Morra ha deciso di ritirare la firma e ciò ha scatenato sui meetup polemiche ed accuse e qualcuno ha posto ai voti la decisioni di Morra che è stata bocciata. Molinari, invece, non ha fatto alcun passo indietro e la sua proposta di legge è all'esame della commissione competente. La vicenda, ovviamente, ha scatenato la rete con dure prese di posizione contro il senatore Morra. 
Intanto man mano che si avvicina la scadenza elettorale per le regionali si registrano fibrillazioni sui meetup. Da una parte ci sono parlamentari che entrano a “piedi uniti” nel dibattito politico calabrese, mentre altri girano alla larga. Incomprensioni, gelosie, incompatibilità caratteriali, potrebbe esserci di tutto dietro lo scontro interno tra i parlamentari, ma resta un dato: non tutti hanno la stessa marcia, basta dare un'occhiata alle statistiche del sito “openparlamento.it” per vedere quali sono i risultati dopo un anno di attività parlamentare. A parte le presenze o assenze in aula o in commissione, dal numero di interrogazioni, ordini del giorno, proposte di legge ed emendamenti presentati si intuisce una sorta di concorrenza interna. I dati dicono che ad oggi al Senato Molinari ha surclassato Morra, anche addirittura rispetto ai “voti ribelli”, con il primo che ha votato per 36 volte in dissenso dal gruppo rispetto alle 25 volte del secondo. Alla Camera Barbanti è risultato molto prolifico con gli emendamenti, ben 795, mentre sono stati 10 gli ordini del giorni in assemblea, 18 le interrogazioni e 4 i disegni di legge. A contendergli il primato è proprio  la Nesci con ben 32 interrogazioni e 392 emendamenti. La sfida ora si sposta sul piano della comunicazione dove la Nesci sembra avere una marcia in più, ma ciò non basta per entrare nelle grazie del capo (Grillo-Casaleggio) che sembrano aver puntato su Morra.

COSENZA - I presupposti  per innescare una “faida” nel Movimento 5 Stelle calabrese ci sono tutti e venerdì a Lamezia si è rischiato il botto. Sul banco degli imputati sarebbero in due, il deputato Sebastiano Barbanti e il senatore Francesco Molinari, ad accusarli con l'annuncio che avrebbe portato il caso all'assemblea parlamentare (una sorta di commissioni disciplinare) è la deputata vibonese Dalila Nesci che si è scagliata contro i due colleghi perchè continuano a tenere una linea politica diversa rispetto al deliberato del gruppo. La riunione lametina era stata convocata da Sebastiano Barbanti che con Molinari stanno tenendo diverse iniziative sul territorio per discutere dei problemi più urgenti per la Calabria. Il tema da affrontare era quello dei rifiuti, un'emergenza che la Regione non riesce ad affrontare al punto che le città più grandi della Calabria sono sommerse dalla spazzatura.

Il M5S nelle scorse settimane  ha presentato all'assessore regionale all'Ambiente Francesco Pugliano un contropiano per la gestione dei rifiuti e il parlamentare Barbanti, raccogliendo l'invito di diversi meetup della Calabria, ha organizzato a Lamezia una tavola rotonda invitando il senatore Carlo Martelli, componente della commissione Ambiente di Palazzo Madama, ad incontrare i cittadini per un confronto a tutto campo sul tema. Alla riunione erano presenti solo quattro dei sei parlamentari, Parentela, Nesci, Barbanti e Molinari, assenti Morra e Dieni. Ad un certo punto della discussione i “grillini” di Gioia Tauro hanno criticato la linea attendista del M5s sullo smaltimento delle armi chimiche siriane nel porto. Il gruppo parlamentare calabrese, quando si è trattato di votare sul tema, si è diviso con la maggioranza favorevole all’utilizzo del  porto di Gioia Tauro ma solo in condizioni di massima sicurezza per i cittadini, mentre Barbanti e Molinari erano e sono contrarissimi. Tale divisione è emersa durante la discussione di venerdì al punto che la Nesci, si è alzata e ha attaccato i colleghi annunciando di portare il caso all'assemblea parlamentare. Tutto è avvenuto tra l'incredulità dei circa 50 presenti alla tavola rotonda. E questa vicenda è solo l'ultima di una lunga serie di tensioni che si registrano tra i parlamentari calabresi pentastellati. 

Un altro caso che sul meetup cosentino fa discutere è la vicenda della “Legge Lazzati”, quella che vieta ai mafiosi di fare campagna elettorale, promossa dal giudice di Cassazione Romano De Grazia. Tale legge “adottata” da Morra in campagna elettorale con un'iniziativa a San Luca proprio con il giudice De Grazia, ha avuto un epilogo controverso. La proposta di legge, rivisitata, è stata presentata da Barbanti alla Camera come primo firmatario a cui si sono aggiunte le firme d iuna trentina di deputati; al Senato da Morra e Molinari con la firma in totale di 44 senatori di cui 3 del Pd. Ad un certo punto Morra ha deciso di ritirare la firma e ciò ha scatenato sui meetup polemiche ed accuse e qualcuno ha posto ai voti la decisioni di Morra che è stata bocciata. Molinari, invece, non ha fatto alcun passo indietro e la sua proposta di legge è all'esame della commissione competente. 

La vicenda, ovviamente, ha scatenato la rete con dure prese di posizione contro il senatore Morra. Intanto man mano che si avvicina la scadenza elettorale per le regionali si registrano fibrillazioni sui meetup. Da una parte ci sono parlamentari che entrano a “piedi uniti” nel dibattito politico calabrese, mentre altri girano alla larga. Incomprensioni, gelosie, incompatibilità caratteriali, potrebbe esserci di tutto dietro lo scontro interno tra i parlamentari, ma resta un dato: non tutti hanno la stessa marcia, basta dare un'occhiata alle statistiche del sito “openparlamento.it” per vedere quali sono i risultati dopo un anno di attività parlamentare. A parte le presenze o assenze in aula o in commissione, dal numero di interrogazioni, ordini del giorno, proposte di legge ed emendamenti presentati si intuisce una sorta di concorrenza interna. I dati dicono che ad oggi al Senato Molinari ha surclassato Morra, anche addirittura rispetto ai “voti ribelli”, con il primo che ha votato per 36 volte in dissenso dal gruppo rispetto alle 25 volte del secondo. Alla Camera Barbanti è risultato molto prolifico con gli emendamenti, ben 795, mentre sono stati 10 gli ordini del giorni in assemblea, 18 le interrogazioni e 4 i disegni di legge. A contendergli il primato è proprio  la Nesci con ben 32 interrogazioni e 392 emendamenti. La sfida ora si sposta sul piano della comunicazione dove la Nesci sembra avere una marcia in più, ma ciò non basta per entrare nelle grazie del capo (Grillo-Casaleggio) che sembrano aver puntato su Morra.

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