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Ricchi banchetti elettorali, ma Talarico non paga
La replica: «Il presidente era solo un ospite»

Calabria

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CATANZARO – Ogni campagna elettorale era un tripudio di banchetti e festini. Quando 2000 persone, quando 1000, quando solo 10. Tutti lì, da Scopelliti fino a Cesa, a sostenerlo tra un calice di vino e una tartina di caviale. Offerte dal candidato Francesco Talarico, ma a scrocco del titolare del “Samart music cafè”. Perchè, a quanto pare, l'attuale presidente del consiglio regionale, sia nel 2010, in occasione delle regionali, che nel 2012, per le Politiche, avrebbe fatto puntualmente ricorso al suo ristoratore di fiducia per organizzare banchetti, cene e buffet, per poi, sempre puntualmente, eludere il pagamento dei conti, fino ad accumulare un debito di oltre 120 mila euro. 

Ma, adesso, a presentargli il conto, non è più solo Salvatore Mazzei, il malcapitato ristoratore che, inutilmente, ha tentato di rientrare nel credito, ma il giudice onorario del Tribunale di Lamezia Terme, Maria Leone, che gli ha spedito a casa un decreto ingiuntivo pari a 52 mila euro, in accoglimento di un ricorso proposto dall'avvocato Francesco Pitaro. È stato quest'ultimo, infatti, carte alla mano, a battere cassa all'esponente di primo piano dell'Udc in Calabria, ricostruendo, anno per anno, mese per mese, ogni singolo banchetto, con tanto di nomi illustri presenti e, quindi, per il legale, potenziali testimoni di un eventuale processo a carico di Talarico. 

IN DUEMILA PER UN BANCHETTO - Nel lungo elenco allegato al ricorso, dunque, si parte dall'evento del 28 febbraio 2010 organizzato al “Samart” per l'apertura delle campagna elettorale per le regionali, vinte da Talarico nel collegio di Catanzaro all'interno della lista dell'Udc collegato al presidente Giuseppe Scopelliti con tanto di successiva nomina a presidente del consiglio regionale. In quel caso, l'occasione aveva visto riversarsi nel locale lametino ben 2000 persone, per un costo di 60 mila euro mai corrisposto. QUindi una serie di altri banchetti per quella campagna elettorale, ed altri nel dicembre 2013 che, tra i 1600 invitati di primo piano, ha registrato anche la presenza dell’onorevole Cesa. Occasione nella quale Talarico non ha davvero badato a spese, con prelibatezze e vini di prima qualità per un importo totale di 48 mila euro. Conto saldato? Solo per 2800 euro, sottolinea l'avvocato Pitaro.

LA REPLICA DI TALARICO - Secondo l'avvocato Oreste Morcavallo, che difende il presidente del Consiglio Regionale, Talarico non è debitore nei confronti di nessuno perché «non ha mai ordinato "prazi e banchetti"» perché si sarebbe limitato «alla mera partecipazione ad una manifestazione politica al pari di tanti politici del partito di appartenenza». Secondo il legale, il decreto ingiuntivo «è stato emesso dal tribunale di Lamezia Terme con la semplice presentazione di una fattura emessa autonomamente dal titolare dell'esercizio commerciale». Morcavallo annuncia, tra l'altro, il ricorso contro l'atto ingiuntivo.

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