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«Non mi sento di rituffarmi in campagna elettorale»
Scopelliti esclude, per ora, la corsa alle europee

Calabria

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ROMA - «Alfano non ha posto nessun veto alla mia eventuale candidatura alle europee, anche perchè non ne abbiamo parlato. Abbiamo rinviato questa decisione all’interno del partito, alla prossima settimana, per un rispetto nei miei confronti. Anche perchè oggi, dopo la sentenza che mi ha colpito moltissimo (ARTICOLI E VIDEO SULLA CONDANNA E SULLE DIMISSIONI DI SCOPELLITIcome uomo e come cittadino italiano, non mi sento di rituffarmi in una campagna elettorale». 

Il presidente dimissionario della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, nega così l'eventualità di una sua candidatura alle prossime elezioni europee, almeno per il momento, nel corso di una intervista che andrà in onda questa sera a 'Matrix', su Canale 5. «Non mi pento di nessuna delle iniziative che ho fatto durante la mia amministrazione - ha proseguito Scopelliti - avrei rifatto tutto alla stessa maniera anche perchè ho aumentato del 30% le attività sui servizi sociali, abbiamo offerto un servizio straordinario ai nostri anziani, ai bambini, ai diversamente abili. Quell'amministrazione è stato un esempio straordinario di buona amministrazione».
La giornata che si concluderà negli studi di Matrix è stata lunga per il governatore, accompagnato a Roma da folta delegazione di assessori e consiglieri regionali del Nuovo centrodestra per partecipare al vertice con Alfano. La missione romana è stata decisa dopo un vertice di maggioranza.

La riunione romana a cui «erano presenti - si legg ein una nota del Nuovo centro destra - il presidente del comitato promotore di Ncd Renato Schifani, il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello e il ministro Maurizio Lupi, i parlamentari calabresi e tutti i consiglieri regionali e gli assessori aderenti a Ncd» ha fatto emergere «la più piena solidarietà nei confronti del presidente Scopelliti, nonché la condivisione della sua scelta di presentare le dimissioni non facendo gravare sulla vita delle istituzioni il peso di una sentenza, seppure di primo grado».

Nel corso dell'incontro inoltre «è stata ribadita la necessità di una riconsiderazione di alcuni punti della cosiddetta legge Severino che la renda compatibile con i principi dello Stato di diritto. Sul piano politico - si legge ancora - il partito si è trovato unito nel considerare la necessità di una risposta che porti il Nuovo Centrodestra ad affrontare nelle condizioni migliori e con la massima forza possibile le prossime elezioni europee.  A tal fine, sin dai prossimi giorni, si svolgerà in Calabria una manifestazione nazionale del partito che rilancerà l’azione amministrativa e rivendicherà quanto sul terreno della buona amministrazione e dello sviluppo il governo regionale presieduto da Scopelliti ha fatto nei suoi quattro anni di gestione. Infine - conclude la nota Ncd - i partecipanti alla riunione hanno ritenuto unanimemente che la separazione tra il rispetto per le pronunce della magistratura, anche quando queste non sono condivise, e l’azione politica, implica la volontà e la necessità di confermare a Giuseppe Scopelliti un ruolo di leadership nell’azione del Nuovo Centrodestra».
 
IL FUTURO DELLA REGIONE - Intanto regna l'incertezza sul futuro dell'amministrazione regionale tanto che gli uffici della Regione hanno chiesto cosa accadrà nelle prossime ore, quando a Scopelliti sarà notificata la sospensione dalla carica di consigliere regionale e di conseguenza da presidente della giunta, al ministero dell'Interno (Alfano).  
Parlando a margine di una conferenza stampa Scopelliti ha ammesso come le sue dimissioni «abbiano messo in contropiede molti, e che adesso si cominci a fantasticare», però ha aggiunto «un presidente dimissionario ha il compito, così come accaduto per altri colleghi in altre Regioni, di guidare fino a nuove elezioni l’ente Regione». Ma i suoi colleghi Polverini e Cota, giusto per citarne alcuni, non si sono trovati nella stessa posizione con una condanna e gli effetti della legge Severino. Quindi non è chiaro se questa dichiarazione di Scopelliti sia un'apertura alle richieste della maggioranza di completare le riforme prima di dimettersi. «Indipendentemente da tutto, e comunque senza aspettare gli esiti della Legge Severino, farò un passo indietro, ma anche tanti in avanti», ha puntualizzato. 

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