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Il Pd ha scelto i candidati per le Europee
In lista entrano Canale, Arlacchi e Pirrillo

Calabria

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LAMEZIA TERME – L’on. Ernesto Magorno non era presente ieri pomeriggio nella sede regionale del partito dove sono stati insediati i 10 tavoli permanenti di studio che porteranno - sperano i promotori - il Pd da qui a quando si terranno le elezioni regionali. Il segretario è rimasto a Roma sia per svolgere la sua attività parlamentare e sia per partecipare alla riunione della direzione che, sempre ieri, ha deciso le candidature per le europee. I calabresi nella lista della circoscrizione meridionale per la consultazione del 25 maggio saranno tre: Pino Arlacchi, Mario Pirillo e Massimo Canale. Per i primi due si tratta di una riconferma (Arlacchi fu eletto in Idv e poi passò al Pd), il terzo è invece è una new entry in rappresentanza della minoranza ex cuperliana; mentre i primi due appartengono all’area renziana. 

Secondo un’indiscrezione non confermata Magorno avrebbe anche perorato l’ingresso di un quarto candidato: Mario Maiolo; senza riuscirci. Il test delle europee, nel rapporto di partecipazione interna dei due correntoni, misurerà sul campo la forza elettorale dei due schieramenti. E sarà un calcolo esatto perché si voterà col proporzionale puro. E non è detto che l’esito del voto possa condizionare le fasi successive per la scelta del candidato alla presidenza della regione.Come detto, ieri si è tenuta una riunione a Lamezia presieduta da Giovanni Mannoccio che è il coordinatore del programma/percorso che si poggia su tre pilastri: progetto, coalizione, candidato. Che sono, in sequenza, le tappe immaginate da Ernesto Magorno per portare il Pd alla conquista della regione. Quando ancora non era stato eletto segretario, l’ex sindaco di Diamante ha lanciato a Gioia Tauro, simbolo dell’eccellenza ma anche dell’incompletezza di un disegno di sviluppo, la Leopolda calabrese mutuando la vena creativa inaugurata da Renzi nel capoluogo toscano. Ottenuta la vittoria Magorno ha messo il frutto del programma abbozzato nella Piana a fattor comune per l’intero partito. Quelle istanze sono state consolidate con l’insediamento del tavolo programmatico. A Mannoccio il Quotidiano ha chiesto di fare il punto sullo stato d’avanzamento di questo primo percorso. 
«Le sensazioni che ho avuto e che abbiamo avuto - dice Mannoccio partendo da lontano - dopo i tavoli della Leopolda a Gioia è che, innanzitutto, c’è stata una critica immediata da parte del resto del partito che non ha condiviso, dicendo che era stato solo fatto per l’immagine». E invece? «Sono emersi una serie di documenti che abbiamo messo già nel sito, che era un’elaborazione anche parziale dei problemi - già la Calabria è di per sé una regione complessa -; stiamo in un momento di crisi terribile per cui anche le ricette devono essere confrontate, dibattute a più voci». I tavoli settoriali da 27 sono portati a 10. Mannoccio ha pure proposto che quest’idea di programma abbia un titolo: «Dieci pagine per voltare pagina».

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