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Attacco frontale di Scopelliti alla Lanzetta
«Il suo comune è al dissesto, non può fare il ministro»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - E' guerra aperta tra il governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, recentemente condannato a 6 anni di reclusione per il caso Fallara (LEGGI LA NOTIZIA), e il ministro Maria Carmela Lanzetta. Dopo la dichiarazione del rappresentante del governo che negli scorsi giorni aveva garantito che «non appena il Presidente del Consiglio riceverà la comunicazione ad opera del prefetto di Catanzaro dei contenuti dell’atto giudiziario adottato, in modo da averne piena contezza, il provvedimento di sospensione, nel rispetto dei presupposti di legge, sarà emanato senza indugio», adesso, dopo che ieri il prefetto di Catanzaro ha trasmesso la sentenza sul caso Fallara al Governo (LEGGI LA NOTIZIA) è Scopelliti a sferrare il suo attacco.

«Renzi e Alfano non possono girarsi dall’altra parte, lo devono sapere. La Lanzetta non può fare il ministro - ha attaccato il governatore in un’intervista pubblica al Teatro Cilea, nel quadro dell’iniziativa Panorama d’Italia - ha portato il suo comune al dissesto». Il presidente della Regione ha poi aggiunto di essere stato condannato «per un dissesto che non c'è mai stato e devo dimettermi, mentre la Lanzetta ha portato il suo comune al dissesto e fa il ministro», mentre su Alfano ha aggiunto «Ho avuto piena solidarietà, giovedìci sarà in piazza per una manifestazione di sostegno, posso candidarmi a qualunque prossima elezione. Il partito ha detto che secondo loro mi devo candidare. Io ho risposto solo che per me non è ancora il momento di parlare di candidatura. La prossima settimana ne riparleremo». 
Sulle sue dimissioni poi ha aggiunto: «Non sto tergiversando, ho consegnato una lettera al Presidente del Consiglio regionale in cui chiedo la convocazione di una seduta nella quale mi presenterò per fare un discorso di bilancio e rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente. Le mie dimissioni hanno preso in contropiede il centrosinistra, perchè il coordinatore regionale del Pd Magorno vorrebbe votare a giugno saltando le primarie», ha aggiunto «mentre altre correnti lo attaccano perchè hanno un loro candidato che gli consentirebbe di riprendere a fare quel che facevano con Loiero, affari. Invece, nel centrodestra stiamo discutendo serenamente, la mia candidatura non ho alcun divieto di legge, semplicemente non voglio parlarne adesso, ne riparleremo». 
Da parte sua la Lanzetta negli scorsi giorni aveva garantito la celerità dell'adozione della procedura di sospensione rispondendo alla Camera ad un’interrogazione con cui il Gruppo del Movimento 5 Stelle aveva chiesto di conoscere «quando possa giungere a compimento» la procedura di sospensione dalla carica del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. In quella sede, inoltre, il ministro aveva ricordato come la procedura di sospensione «preveda, come primo atto, che il provvedimento giudiziario adottato, quando comporti una sospensione di diritto dalla carica ricoperta, venga comunicato, a cura del Tribunale, al Prefetto del capoluogo della regione interessata. Ricevuta la comunicazione del provvedimento giudiziario, il Prefetto provvede a sua volta a darne comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale adotta, sentiti i ministri per gli Affari regionali e dell’Interno, il provvedimento di sospensione, che viene poi notificato al Consiglio regionale competente per gli adempimenti conseguenti». 

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