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Aeroporto Lamezia, Gentile jr nell'organo di controllo
Sel attacca: «Non può vigilare su reati per cui è indagato»

Calabria

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LAMEZIA - Può un indagato per reati simili vigilare che gli stessi non vengano commessi da altri? Se lo chiede Sel, in riferimento alla posizione di Andrea Gentile, figlio del senatore del Nuovo Centrodestra.

«Più volte in passato - scrivono i rappresentanti regionali di Sel - abbiamo sottolineato il tema della assoluta trasparenza della Sacal (la società di gestione dell'aeroporto di Lamezia, ndr) e della necessità almeno di un gesto simbolico di cambiamento, soprattutto dopo la bufera giudiziaria che ne ha investito i vertici lo scorso anno. Ovviamente nella Calabria degli scandali nulla è successo. C'è un'altra questione molto delicata e fino ad ora non affrontata: il CdA Sacal ha adottato il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo che prevede l'Organismo di Vigilanza (organo super partes che dovrebbe godere di piena autonomia ed indipendenza rispetto agli amministratori, ai soci e alla società nel suo complesso). Tale organismo dovrebbe avere, il delicatissimo compito di vigilare sugli atti compiuti dagli amministratori al fine di evitare che questi possano compiere i reati contro la pubblica amministrazione o la compagine societaria». Nello specifico l'Organismo di vigilanza (Odv) dovrebbe prevenire la commissione dei reati, controllare costantemente le aree definite a rischio, segnalare agli organi apicali le trasgressioni riscontrate e predisporre un sistema disciplinare per sanzionare i trasgressori. Il Cda  Sacal ha scelto come membro dell'Odv l'avvocato Andrea Gentile proprio il figlio del senatore Tonino Gentile, che ha scatenato tutto il pandemonio mediatico che ha costretto il senatore a dimettersi dall'incarico di sottosegretario del governo Renzi, per le indebite e indecenti pressioni esercitate sull'editore dell'Ora della Calabria per censurare la notizia delle indagini in cui era coinvolto il figlio nell'inchiesta sull'Asp di Cosenza». 

«Lo stesso Andrea Gentile - continua Sel - era già componente dell'Odv quando si sono verificate tutta una serie di vicende giudiziarie che hanno visto tristemente coinvolti vertici e personale della Sacal (operazione “Perseo” che ha coinvolto il vicepresidente dell’epoca Giampaolo Bevilacqua, per concorso esterno in associazione mafiosa, poi revocato dall’incarico ndr). A quanto è dato sapere in quelle circostanze l'Odv non ha prodotto alcun risultato. E' del tutto evidente che ragioni di opportunità imporrebbero le immediate dimissioni di Andrea Gentile dall'Odv. Non è credibile che proprio colui che dovrebbe svolgere un compito così delicato di controllo sulla regolarità degli atti degli amministratori, sulla gestione e i dipendenti, per evitare che commettano reati nello svolgimento delle loro funzioni, risulti in prima persona indagato proprio per la commissione di reati della stessa natura. A maggior ragione se riveste la carica di presidente e, essendosene già presentate svariate occasioni, ha dimostrato di non aver saputo vigilare. Forse adesso qualcuno dovrà almeno ammettere che avevamo ragione quando a più riprese, inascoltati, dicevamo che in Sacal per molto tempo si è fatto ricorso a una pratica spudorata di lottizzazione degli incarichi a discapito della trasparenza e dell'efficienza».

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