Salta al contenuto principale

Catanzaro, Scalzo lascia il Consiglio comunale
«Non sono in grado di garantire la mia presenza»

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 44 secondi

CATANZARO - La rivoluzione a piedi nudi di Salvatore Scalzo finisce qui. Il marziano arrivato sul pianeta "politica", nel 2011, per sfidare il titano del centrodestra, Michele Traversa, si dimette. Sceglie l'amore. Sveste i panni del rottamatore catanzarese e indossa quelli dell'eroe romantico. Torna a Bruxelles dalla sua amata Caroline. Lascia Catanzaro per motivi personali, affettivi e professionali. Comunica la sua scelta nella sala concerti del Comune: "Non sono nelle condizioni di garantire, in questa fase, una presenza territoriale sufficiente a onorare la carica per come ritengo debba essere fatto".

Al suo posto subentra in Consiglio comunale, Sabatino Nicola Ventura ex assessore della giunta Olivo. Candidato sindaco di Catanzaro del centrosinistra alle ultime elezioni amministrative, Scalzo - 30 anni compiuti da poco - rompe il ghiaccio dopo mesi di lontananza dal capoluogo. La decisione di lasciare il Comune non è facile. Ma va fatta. "Per rispetto alle istituzioni e per rispetto a quei valori di cui ho sempre parlato nella mia esperienza politica. Per l’idea - dice Scalzo - che ho di politica e il rispetto che nutro nei confronti della città e dell’elettorato, ritengo che le cariche politiche non esercitabili al meglio non debbano essere conservate. Si tratta di un principio sacrosanto e basico, al quale voglio attenermi. Per chi fa politica con passione e dignità, - continua - la situazione ideale sarebbe quella di poter conciliare in maniera efficace nello stesso posto la propria attività politica e la propria dimensione e realizzazione umana, familiare e di lavoro. Questa situazione al momento non sussiste e, allora, dovendo compiere una scelta, ho preferito realizzare quella che possa fungere più da esempio, anche con il rischio di essere meno compresi". Scalzo aggiunge, però, di essere intenzionato a dare il suo «contributo forte» alla città di Catanzaro e alla Calabria. ma continuerà «a praticare l'impegno politico da un livello diverso. La politica è una passione che non è legata a una sedia in un consiglio o a un posto in un’istituzione. La politica rimane sempre e anzitutto ricerca di idee nuove, soluzioni nuove alla vita delle persone, pratica quotidiana di valori sani. Alle migliaia di persone che hanno creduto in un grande progetto, nato quasi tre anni addietro, - sottolinea - dico che quel programma, scritto assieme a centinaia di cittadini, costituisce la principale e insuperata base di ripartenza per la ricostruzione morale e civile della nostra Catanzaro e, forse, non solo. E’ stata costruita, assieme, una delle più belle pagine nella storia di questa regione». Salvatore non ha rimpianti. Dice che il ricordo più bello di questi tre anni è il primo comizio in piazza. Il più brutto è, invece, la sconfitta al mini-voto.

"E' vero, non ce l’abbiamo fatta subito e questo rimane motivo di profonda amarezza. Gli eventi giudiziari di questi mesi ci hanno spiegato, in parte, anche il perchè, ammesso - conclude - che qualcuno non l'avesse ancora capito. Ma, con costanza, abbiamo consegnato quotidianamente le idee, le pratiche, i messaggi, la base di un cambiamento possibile che ha fatto e farà sentire la propria crescente eco e i propri crescenti effetti, anche nei momenti di sfiducia, disillusione, illusori tentativi di conservazione".

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?