Salta al contenuto principale

Europee, senatori di Ncd contestano le candidature
Monta il giallo. Sullo sfondo le elezioni a Reggio

Calabria

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 21 secondi

CATANZARO – Le feste pasquali si sono lasciate dietro le spalle la lettera che 18 (o 15?) senatori di Ncd avrebbero scritto ad Angelino Alfano per criticare la lista alle europee. Intanto: la lettera c’è stata o non c’è stata? I giornali vicini a Berlusconi sostengono di si. Anche perché il sito Dagospia ha pubblicato una bozza di lettera (ma non si scorgono le firme). E poi i grandi giornali nazionali si sono occupati del caso. Domenica scorsa Dino Martirano del Corsera ha chiesto a Gaetano Quagliarello: «Quindici senatori del Ncd – tra i quali Naccarato, Compagna, Gentile e Formigoni, con una lettera contestano a lei ad Alfano e Lupi una gestione troppo feticistica. Che cosa è un consiglio o un avvertimento?». E Quagliarello ha risposto: «Il numero mi sembra una fantasia. Io ho visto una bozza piena di correzioni a penna che non è mai stata recapitata. E che aveva, soprattutto, un intento costruttivo».
Nello stesso giorno Ugo Magri de La Stampa ha chiesto a Renato Schifani: «Alfano nega che la lettera dei senatori Ncd in dissenso gli sia mai arrivata …». Risposta: «Conoscendo Alfano per come è, io gli credo». Ancora domenica Repubblica ha chiesto a Maurizio Lupi: «Ministro, e quelle firme dei senatori in calce alla lettera spedita contro Alfano e i vertici del suo partito?». Risposta: «Lettera? Quale lettera? Il presidente Alfano non ne ha ricevuto alcuna. Neanche a me è arrivato un bel niente». Insomma, le risposte dei vertici del Ncd rimandano al colloquio tra Padre Cristoforo e Conte Zio, “sopire, troncare, padre molto reverendo, troncare, sopire”. Tuttavia il caso in questione sembra un processo indiziario in quanto manca la prova regina: le firme. Però: se non è vero, è verosimile.
Per quel che si è potuto ricostruire la congiura c’è stata, poi dissimulata; ma la lettera non sarebbe mai giunta. Ma ha poca importanza. Nello specifico è l’intenzione quello che conta. Tutto sarebbe nato alla buvette del Senato martedì scorso: i cospiratori avrebbero dato corso a un disagio che andava lievitando da tempo. Poi la ricomposizione forzata.
Tra Forza Italia e Nuovo Centro Destra, in generale e nello specifico calabrese, c’è una gara a chi lancia per prima l’Opa sulla consorella. Un braccio di ferro che si consumerà sino al voto del 25 maggio; il tutto con grande circospezione perché i due tronconi del centrodestra sono costretti a stare assieme. Le comunali di Reggio Calabria faranno da spartiacque. Scopelliti vuole candidare a sindaco l’avvocato Nico D’Ascola mentre Forza Italia ne avrebbe addirittura tre: Giuseppe Raffa, Lucio Dattola e Andrea Cuzzocrea. Chi vince tra questi quattro candidati determina il candidato alla Regione Calabria.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?