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Elezioni regionali, oltre ad Oliverio c'è Speranza
Parte la contesa e spunta anche l'ipotesi Magorno

Calabria

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COSENZA - Ormai è accertato che si voterà il prossimo autunno, ma siccome una delle regole non scritte della politica è che chi sceglie prima il candidato ha molte più possibilità di vittoria, il centrosinistra è alle prese con la ricerca del nome giusto. Lunedì alle 10 è stata fissata una interpartica presso la sede regionale del Pd a Lamezia Terme per individuare possibili candidati.
A complicare le carte in tavola c’è Mario Oliverio che da tempo si è candidato alle primarie e che è già praticamente in campagna elettorale. Il presidente della Provincia di Cosenza da mesi chiede che si svolgano le primarie, così come regolate dalla legge regionale e quindi con segretari e scrutatori nominati dalla corte d’Appello di Catanzaro. Il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, però nicchia e ormai è voce quasi unanime che il suo attendismo nasconde la voglia di correre in prima persona. Ma Magorno non ha mai esplicitato chiaramente questa voglia, nonostante qualche giorno fa Salvatore Perugini lo abbia invitato a parlare chiaro al partito e alla coalizione. Il problema non è solo di candidature, ma anche politico.
Nel Pd c’è un certo malessere per come stanno andando le cose dopo il congresso, che si è rivelato una sorta di vittoria di Pirro, visto gli esigui margini della maggioranza renziana (156 delegati su 300). In molti contestano a Magorno di non aver proceduto alla costituzione degli organi dirigenziali del Pd calabrese e quindi della segreteria. L’effetto è che paradossalmente il pallino politico è tutto in mano ad Oliverio che rappresenta la corrente minoritaria del partito. Al di là del frenetico invio di comunicati stampa, di attività politica sul territorio se ne sta facendo pochissima, per non parlare dell’organizzazione territoriale. Insomma nella maggioranza renziana, ma anche nel gruppo di Bruno Villella a tacere di Peppino Vallone, iniziano i mal di pancia. L’auspicio di Magorno è che siano gli alleati a proporre la sua candidatura al tavolo delle trattative. I partiti “minori” però hanno già dichiarato che il pallino è in mano al Pd e deve essere lui ad indicare il candidato. Più il tempo passa, più sembra difficile riuscire ad evitare le primarie.
Anche perchè è arrivato anche il sindaco di Lamezia Terme, Giannetto Speranza, a sparigliare le carte, annunciando la sua volontà di voler correre per le primarie, nonostante le difficoltà che vive Sel in Calabria in questo periodo. Con due candidati potenziali che spingono per la consultazione popolare pare difficile che il Pd non organizzi le primarie. Questa ipotesi può scongiurarsi soltanto in un caso: qualora venisse individuato un candidato talmente forte e autorevole da mettere tutti d’accordo. Per mesi si è agitato il nome del pm Nicola Gratteri. Lui ha smentito, prima con cortesia poi quasi con fastidio. Si vedrà.

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