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960 alloggi comunali in vendita
Il Comune prepara il regolamento

Calabria

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COSENZA - Il patrimonio residenziale del Comune ammonta a 960 alloggi, compresi i circa 680 ex Aterp. Per Palazzo dei Bruzi, però, sono un bene “in perdita”: il Comune dovrebbe incassare 800 mila euro circa di canoni, ma non va oltre il 20 per cento e un risicato introito, quindi, di 160 mila euro annui. I soli costi di manutenzione, però, si aggirano attorno al milione di euro, a carico ogni anno di Palazzo dei Bruzi. È da tempo che il Comune vuole capitalizzare questo patrimonio, vendendo a prezzi vantaggiosi gli alloggi agli inquilini. Più facile da annunciare, che da praticare forse, perché molti alloggi non sono ancora accatastati né i contratti con gli affittuari regolarizzati.
«In questo percorso – spiega il vicesindaco Luciano Vigna, che ha la delega al Bilancio – dobbiamo distinguere due fasi di lavoro: la prima è quella della regolamentazione del settore, la seconda dell’alienazione dei beni vera e propria». A giorni, dunque, sarà presentato in commissione Bilancio il regolamento per l’alienazione degli alloggi comunali, che aprirà la fase della messa in ordine amministrativa da parte degli uffici. Iscrizione al catasto, verifica dei contratti, controllo della posizione degli inquilini: per almeno il quaranta per cento degli alloggi, al momento, la documentazione non è completa e la vendita dell’alloggio sarebbe quindi impossibile. «Non stiamo dicendo, ovviamente, che il 40 per cento degli inquilini non sia in regola. Sono certo anzi che la maggior parte ha diritto all’alloggio, ma che la pratica – dice Vigna – non sia stata perfezionata. Ci sono delle verifiche da completare».
Ci potrebbe essere ad esempio un contratto non ancora firmato. Questa fase, che richiede anche uno sforzo economico, sarà assistita dalla Fondazione Anci “Patrimonio Comune”, che anticiperà anche le spese necessarie, in attesa della riscossione delle alienazioni. E sarà una fase propedeutica alla pubblicazione del bando e alla vendita vera e propria degli immobili. Presentata l’offerta, si aspetterà la domanda. L’interesse degli inquilini c’è, non fosse altro per la radicata cultura della casa di proprietà. L’ostacolo, in molti casi, può essere rappresentato comunque dalla liquidità non disponibile o dall’impossibilità di accendere un mutuo.
«È una delle questioni principali con cui ci siamo confrontati, non appena abbiamo varato il piano d’alienazione degli immobili. Non tutti gli inquilini hanno la possibilità di affrontare questa spesa, per quanto le condizioni d’acquisto siano vantaggiose. D’altra parte le garanzie richieste dalle banche sono per molti inarrivabili. «Per questo – spiega ancora il vicesindaco Luciano Vigna – abbiamo pensato di creare condizioni favorevoli perché chi oggi risiede, da affittuario, in un alloggio comunale, possa farsi carico della spesa necessaria per acquistare l’immobile. Stiamo lavorando per attivare un fondo di garanzia che consenta a queste famiglie di attivare un mutuo. Si tratta, d’altra parte, di piccole somme, tra 15 mila e 20 mila euro circa».

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