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Governo distratto sul rischio idrogeologico
Nessuna nomina per sostituire il commissario

Calabria

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COSENZA – Da un anno sembra con le valige in mano, ma Domenico Percolla, commissario per l'attuazione dell'Apq sulla mitigazione del dissesto idroegologico, è ancora al suo posto. Perché capita che dal governo Letta al Governo Renzi qualcuno (ministro Galletti) si dimentichi di nominare il sostituto. Capita anche che un ministro (Orlando del Pd), per mere pressioni politiche proponga di spezzettare le competenze salvo poi fare marcia indietro. Capita anche che un altro ministro, Fabrizio Barca, governo Monti, venga a Sibari per annunciare la sostituzione di un commissario e poi va via lasciando la procedura in sospeso. E capita che un commissario, Domenico Percolla, venga considerato dalla politica il colpevole dell'esondazione del Crati, quando di colpe, probabilmente, non ne ha. O meglio dovrebbe accertarle la magistratura ma dell'inchiesta non se ne sa nulla. 

La vicenda è la parabola della Calabria. E' il destino che tocca a un territorio dove le istituzioni vengono “occupate” ma non “rappresentate” adeguatamente e dove i parlamentari “governativi” di Pd e Ncd da mesi sono concentrati più a risolvere le beghe interne di partito che quelle del calabresi. Accade, infatti, che dal 21 gennaio di quest 'anno è scaduto il mandato del commissario Domenico Percolla, chiamato tre anni fa per gestire gli interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico, senza che il Ministero dell Ambiente abbia proceduto alla nomina di un nuovo commissario o alla riconferma dello stesso. E per tale ragione, ci spiega lo stesso Percolla, «dal 7 marzo termine ulteriore di proroga previsto per legge, tutta l'attività dell'ufficio commissariale è interrotta». 
Percolla sembra trovarsi in un incubo. «Ho rappresentato con nota scritta tale situazione al ministero dell’Ambiente ed a tutti i Prefetti per conoscenza senza avere alcun riscontro. Sono trascorsi quindi tre mesi, i contratti che dovevano essere sottoscritti con le imprese aggiudicatarie sono rimasti sospesi, sospesa la consegna dei lavori per quelli aggiudicati, il contenzioso fermo con responsabità di ordine contrattuale, impossibilità di procedere ai pagamenti di imprese e professionisti che sono in grave sofferenza per il mancato ritorno economico ed anche in questo caso con responsabilità contrattuali per maturazioni di interessi». Una vicenda paradossale ma tristemente vera. Eppure Percolla non si esime da tracciare un bilancio di questi tre anni vissuti “pericolosamente”. 
Le progettazioni esecutive sono 22; quelle definitive in attesa di progettazione esecutiva 34: quelle preliminari 129 di cui 70 in attesa di progettazione definitiva. I lavori appaltati 22. Insomma di questo passo per completare il programma ci vogliono altri dieci anni. «Il considerevole ritardo nella erogazione dei finanziamenti, la temuta perdita degli stessi con il governo Monti, la rimodulazione delle fonti di finanziamento con la delibera CIPE n. 8 , il cambio radicale delle norme e l’erogazione attraverso il transito nel bilancio regionale - spiega Percolla - hanno determinato gravissime incertezze e perdite di tempo.» Infatti ricorda che per oltre 4 mesi è stato fermato «dal tentativo poi non riuscito di sostituirmi con un altro commissario avendomi voluto ritenere quale capro espiatorio dell’esondazione del Crati». E poi fa rilevare che «anche tutti gli altri commissari delle regioni del Sud hanno trovato analoghe difficoltà con le stesse conseguenze di ritardi nella attuazione degli interventi.» Percolla svela anche le difficoltà operative, tutta l’attività è stata svolta con il supporto di risorse umane e tecnico strumentali messe a disposizione da Invitalia e CGIAM, società a totale partecipazione pubblica con le quali chiaramente sono state sottoscritte le convenzioni. 
«Le strutture pubbliche presenti sul territorio - spiega - non erano in condizione di fornire né risorse umane né idonei locali per supportare l’attività del mio ufficio nelle forme e nei modi previsti dal mandato ministeriale. La struttura costituita per attività di istruttoria e controllo ha inoltre prodotto al proprio interno 10 progetti definitivi esecutivi in sostituzione degli enti che non avevano dato disponibilità all’attività progettuale.» Percolla, a questo punto, invita i parlamentari a sollecitare il governo a nominare un nuovo commissario e alcuni politici (Guccione?) «a fare il bene della Calabria e non fare politica sulla mia pelle».

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