Salta al contenuto principale

Consiglio regionale, è finita l'abbuffata
Dopo gli scandali i gruppi riducono le spese

Calabria

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 39 secondi

 

REGGIO CALABRIA - In tempi di vacche magre i gruppi politici presenti a Palazzo Campanella sono stati costretti a tirare la cinghia, mettendo in evidenza la “capacità” di vivere anche con i finanziamenti ridotti al minimo indispensabile. I tempi delle grandi abbuffate stanno finendo. L’ironia è facile. Andando di questo passo sarà sempre più difficile trovare calabresi disponibili ad una candidatura alle regionali. Nei corridoi del palazzo, infatti, gli addetti ai lavori si affannano a ripetere quanto sia diventato difficile fare il consigliere regionale in Calabria. 

Gli scandali nazionali e locali (LEGGI) sulla gestione dei rimborsi e le indagini avviate da sedici Procure della Repubblica in tutta Italia, compresa quella di Reggio Calabria, hanno portato come diretta conseguenza la drastica riduzione dei fondi girati ai gruppi da parte del Consiglio regionale. In dodici mesi, come si evince dai rendiconti per il 2013 appena presentati, l’Astronave ha risparmiato più di due milioni di euro. Solo attraverso l’azzeramento della quota prima “dovuta” ad ogni singolo consigliere regionale componente di un gruppo politico, (che ha dovuto “patire” anche il taglio della diaria), nelle casse del “parlamentino” calabrese è rientrato il grosso della spesa precedente.
Prima lo sforzo sembrava indirizzato all’esaurimento della dote ricevuta da Palazzo Campanella.

GUARDA TUTTE LE SPESE: I RENDICONTI DEI GRUPPI

Drastico il taglio patito dal Popolo delle libertà. L’ex gruppo politico di centrodestra, prima guidato da Luigi Fedele, dopo passato nelle mani di Gianpaolo Chiappetta che, da circa un anno, si è scisso facendo nascere il Nuovo centrodestra e rinascere Forza Italia, dagli oltre 900 mila euro del 2012 è sceso ai circa 200 mila euro compreso il fondo cassa degli esercizi precedenti. E mentre prima i componenti del Pdl spendevano praticamente tutto quello che veniva loro assegnato per pagare i collaboratori e portare a compimento l’attività politica e di rappresentanza, alla fine dello scorso anno il capogruppo Gianpaolo Chiappetta è riuscito a fare la “cresta” ed a restituire mediante bonifico bancario al consiglio regionale circa 48 mila euro. Come dire: si lavora bene e si fa politica anche con pochi fondi in cassa. In casa Pdl si è fatta di necessità virtù e, in particolare, sono state dimezzate le spese di rappresentanza passate da 150 mila euro a poco più di 60 mila. 

Un colpo di scure alla rappresentanza è stata assestata anche al bilancio del Partito democratico, con un risparmio per il contribuente calabrese di oltre 100 mila euro.
Praticamente azzerato il trasferimento verso il mono gruppo “Autonomia e diritti” di Agazio Loiero. Per l’ex presidente della giunta regionale della Calabria nel 2012 il contributo lordo assegnato era superiore ai 160 mila euro. Nel 2013, invece, per la vita del gruppo i fondi trasferiti sono stati 6954 euro. Quasi la metà di questa dote viene destinata dal gruppo “Autonomia e diritti” per l’acquisto di quotidiani e riviste. Praticamente azzerato, invece, il costo delle consulenze passate dai 57 mila euro del 2012 ai circa 1800 euro dell’anno successivo. 

La stessa sorte è praticamente toccata a Giulio Serra, il capogruppo di Insieme per la Calabria rinviato a giudizio per il caso dei rimborsi assegnati all’ex consigliere regionale Antonio Rappoccio (LEGGI). Il gruppo consiliare di Insieme per la Calabria rispetto ai circa 180 mila euro del bilancio 2012 ha chiuso i conti dello scorso anno a quota 13 mila 918 euro. Praticamente azzerate le spese di rappresentanza che, sforando quota 97 mila euro, erano il grosso del rendiconto 2012. Adesso la metà dello stanziamento è stato girato per l’acquisto e il mantenimento dell’autovettura di proprietà del gruppo.

Azzerate anche le spese varie dell’Udc che, nel 2012, superavano i 54 mila euro, su un totale di quasi 500 mila euro di contributo lordo. Adesso che si deve fare i conti con la spending review per l’Udc non c’è spazio neppure per la rappresentanza scesa da un impegno di oltre 11 mila euro a soli 300 euro.
Scarsi i margini di manovra anche per la “Scopelliti presidente” o per “Progetto democratico”: l’ex monogruppo di Vincenzo Ciconte sceso dai 164 mila euro del 2012 ai 3400 del 2013. E il ragionamento vale per gli altri gruppi presenti nell’emiciclo dell’aula “Franco Fortugno”.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?