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Reggio Calabria evita il dissesto: c'è l'ok
della Corte dei Conti sul piano di rientro

Calabria

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NON sarà dichiarato in dissesto il comune di Reggio Calabria. E’ definitivamente tramontato lo spettro lungo del default sull’ente, già sciolto per ndrangheta, di Reggio Calabria. La decisione arriva da Roma, proprio nelle ore della visita reggina del premier Matteo Renzi, le sezioni riunite della Corte di Conti hanno ritenuto il piano di riequilibrio “perfettamente congruo" e lo hanno accolto per intero, non avanzando alcun rilievo nè chiedendo aggiunte di documentazioni all’ente.

Adesso, come avviene normalmente, il piano verrà verificato nella sua operatività ogni sei mesi. E’ questa la grande vittoria dei tre commissari che guidano il Comune di Reggio Calabria dopo la grande amarezza della bocciatura del piano di riequilibrio dello scorso gennaio, quando la Corte dei Conti regionale diede pollice verso con ben undici rilievi al piano di risanamento dai debiti predisposto dagli esperti economici dell’ente. Per evitare il tracollo dell’ente, infatti era stata predisposta dalla terna che regge l'amministrazione una serie di interventi "lacrime e sangue" basati su tasse e tagli di servizi e spalmati sui prossimi dieci anni.

Il piano era stato varato a febbraio 2013 con aggiustamenti successivi nel mese di luglio. L'organo regionale di controllo aveva già chieste delle integrazioni di documenti, consegnati il 30 dicembre dal commissario La Paglia, dal dirigente Demetrio Barreca, dal consulente economico della terna Franco Consiglio, e dai Revisori dei conti. Integrazioni evidentemente non ritenute all’altezza dal momento che a gennaio 2014 il documento venne definito "non congruo". Ieri la decisione capitolina che rimette in gioco il piano di rientro predisposto dai commissari e già applicato, nei fatti, tanto da portare come primo effetto all’approvazione, proprio nei giorni scorsi, del rendiconto 2013 che ha portato nelle casse dell’ente 11 utilissimi milioni di risparmi

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