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Amministrative: le elette sono solo su 9 su 149
Calabria non è una regione per (sindaci) donne

Calabria

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LA CALABRIA non è una regione per donne. O almeno per sindaci donne. Se l'unico candidato a volare a Bruxelles è la grillina Laura Ferrara, l'esito delle Amministrative del 25 maggio riferisce un dato disastroso, nell'ottica delle quote rosa. Su 149 comuni in palio, solo 9 sono andati ad un sindaco donna. In termini percentuali si traduce in un imbarazzante 6,04% di successi femminili.

Un uomo è il sindaco di Montalto Uffugo, il centro con oltre 15mila abitanti che non ha avuto bisogno del ballottaggio. E uomini, comunque, erano tutti i suoi antagonisti. Ma il genere maschile gode dell'esclusiva anche a Rende, dove il ballottaggio sarà tra due uomini ma anche i 4 esclusi presentano la stessa coppia di cromosomi xy.

Qualche macchia rosa sparuta c'era invece nei 147 piccolo comuni delle 5 province calabresi. Ma a vincere, alla fine, sono state pochissime. Monica Sabatino è sindaco ad Amantea, il più grande dei (pochi) comuni che in questa tornata sono andati a una donna. Sempre nel Cosentino, Antonella Blandi ha vinto a Lattarico, Rosanna Mazzia a Roseto Capo Spulico, Virginia Mariotti a San Marco Argentano. In provincia di Reggio Calabria, Caterina Furfaro è il primo cittadino di Agnana Calabra, Carmela Madaffari di Santa Cristina d’Aspromonte e Rosita Femia di Canolo. Un solo sindaco donna nel Crotonese: è Marianna Caligiuri a Caccuri. E nel Catanzarese, unica provincia che è stata retta da una donna, l'unico successo è Teresa Procopio a San Floro. 

Redazione web

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