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Lady Matacena ossessione di Scajola: incontri e regali
La segretaria dell'ex ministro: «Mi imbarazzavano»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - L’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, era attaccato in modo morboso a Chiara Rizzo. Aveva forse perso la testa. Lo si capisce dal racconto che la sua segretaria Roberta Sacco ha fatto ai pm Giuseppe Lombardo e Francesco Curcio sia durante l’interrogatorio che si è svolto ad Imperia che attraverso un memoriale inviato successivamente.

Per quasi due anni Scajola ha mandato fiori, fatto regali e incontrato la moglie di Amedeo Matacena, sia in Italia che a Montecarlo. E nella fase in cui i rapporti si erano raffreddati, o meglio nel periodo in cui Chiara Rizzo si era defilata, aveva continuato a chiedere di lei arrivando a farla pedinare. Al punto da creare un certo imbarazzo a Roberta Sacco, (scarcerata ieri per decorrenza dei termini di custodia), che per conto del politico gestiva l’ufficio di Imperia. In un’occasione la Sacco era perfino arrivata a dirglielo chiaramente: «Ho fatto presente al mio datore di lavoro Scajola che gli incontri con la Rizzo di cui ero a conoscenza e complice mi creavano disagio verso sua moglie che conosco da anni». Uno sfogo che però «non produsse alcun effetto».

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La genesi della storia è raccontata in cinque pagine di memoriale della segretaria: «Ho conosciuto Chiara Rizzo circa due o tre anni fa sempre in ufficio da Scajola. Negli ultimi due anni i loro contatti erano periodici, a volte la Rizzo veniva in ufficio per pranzare con Scajola, le disposizioni impartite da Scajola consistevano nell’allestire il pranzo (ci servivamo di un catering) dopo di ché potevo lasciare l’ufficio e tornavo per riordinare per l’orario concordato con l'onorevole oppure quando lui mi telefonava per dirmi che potevo ritornare in ufficio».

Quando Chiara Rizzo non riusciva ad arrivare ad Imperia da sola era la segretaria di Scajola ad andare a prendere Chiara Rizzo, arrivando fino a Montecarlo: «Una volta avevamo appuntamento alle spalle del Casinò», ed un’altra aveva fatto lo stesso arrivando «alle porte di Imperia, affinché potesse parcheggiare non nelle vicinanze dell’ufficio e io provvedessi a portarla da Scajola».

A febbraio 2013 la Sacco si era recata a Sanremo per consegnare un regalo. Un sacchetto «contenente due biglietti per il Festival di Sanremo. Un presente di Claudio Scajola per il suo compleanno, ed io sapendo che era il suo compleanno gli ho regalato un libro». 

A fine dell’estate scorsa però qualcosa era cambiato. Dopo una crociera fatta con alcuni amici la Rizzo «era diventata sfuggente». Tanto che la Sacco ricorda: «Scajola ha iniziato a parlarmi delle sue preoccupazioni circa l'amicizia con la signora Rizzo, in pratica pensava che potesse esserci qualcuno che si prendeva un po’ cura di lei, come faceva lui. Questo è associato al fatto che dopo la vacanza la Rizzo sfuggiva e non riuscivano più a vedersi e a concordare gli incontri come facevano prima».
Da questi atteggiamenti Roberta Sacco iniziò a pensare che fosse subentrato un sentimento di gelosia: «Scajola - ha detto ai pm - mi incaricava di verificare gli spostamenti della Rizzo, in una occasione attraverso Michele Quero, uno degli agenti della sua scorta: ricordo che mi disse di verificare se a bordo dell’aereo vi fosse anche Bellavista Caltagirone, che sospettava intrattenesse una relazione con la Rizzo. Per questo motivo - ha aggiunto la Sacco - mi disse di verificare, tramite altro personale di scorta, la targa della Porsche Cayenne della Rizzo».

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Roberta Sacco, scarcerata ieri mattina per decorrenza dei termini però, ha parlato anche. «Sono a conoscenza che Scajola nell’ultimo periodo avesse difficoltà economiche, tanto da avere sforato i fidi concessi dalle banche. Poco tempo fa mi ha fatto fare il conteggio delle spese mensili, visto che aveva bisogno di sapere quale fosse il suo bilancio familiare». Sacco ha spiegato che l’ex ministro aveva tre conti correnti: «Il primo presso il Banco di Napoli di Montecitorio, il secondo presso la Bnl del Viminale e il terzo presso la Banca Carige di Imperia».

 

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