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L'ultimo giorno dell'era Scopelliti, si riunisce
oggi il Consiglio: salta la legge elettorale

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Si preannuncia ad alta tensione la seduta di oggi del consiglio regionale e potrebbe essere l'ultima di questa legislatura con i dipendenti di “Calabria.it” (come vi riferiamo a pagina 11) che manifesteranno davanti a palazzo Campanella contro il loro licenziamento. In dubbio è la legge di assestamento di Bilancio che solo venerdì è stata licenziata dalla Giunta e salta l’esame in commissione.
La conferenza dei capigruppo potrebbe decidere di votarla questa mattina in modo che il provvedimento va all’esame dell’aula nel primo pomeriggio. L’opposizione ha già precisato che non farà ostruzionismo, (solo ieri molti consiglieri hanno avuto il testo) a patto che risponda agli interessi dei calabresi e non elettorali del centrodestra. Dai numeri dell'assestamento emerge tutta la gravità delle finanze regionali con le entrate in costante diminuzione per effetto della crisi economica mentre dalla transazione con le banche per i derivati e la riduzione del debito della sanità arrivano oltre 50 milioni di euro per affrontare le emergenze. Ma al primo punto dell'ordine del giorno c'è la seconda lettura della modifica dello statuto che ha introdotto la riduzione da 50 a 30 dei consiglieri regionali, a sei degli numero degli assessori e l'introduzione dei consiglieri supplenti. Il Pd, come ha spiegato nelle scorse settimane il capogruppo Sandro Principe, voterà “sì” solo la parte che riguarda la riduzione del numero dei consiglieri come prescrive la norma nazionale, mentre voterà contro l'introduzione del consigliere supplente, una figura non prevista nell'ordinamento italiano e ancora a rischio impugnativa da parte del governo.
La modifica della legge elettorale, probabilmente, non andrà in porto perchè non c'è un'unità di intendi nel consiglio regionale e nemmeno tra le forze di maggioranza e il centrosinistra è intenzionato a far inserire al terzo punto la presa d'atto e la discussione sulle dimissioni del presidente della giunta regionale che così provoca lo scioglimento del consiglio regionale. Ma dalla seduta di oggi potrebbe arrivare l'intesa per il via libera alle primarie per legge. A chiederlo sono sia le forze di maggioranza che quelle di opposizione, l'unico nodo è il finanziamento che dovrà essere previsto proprio con l'assestamento. La Regione Calabria si è dotata di una legge nel 2009 che regolamenta questo strumento di partecipazione per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Se le coalizioni sono d'accordo potrebbero attivare la legge e far svolgere le rispettive primarie lo stesso giorno.
Ovviamente le primarie hanno un costo ed è stato previsto un fondo stimato nel 2009 in 600 mila euro. Ma vediamo come funziona la legge. Ad essere coinvolti nelle primarie per legge, sono la Regione e tutti i Comuni, quest'ultimi devono garantire, così come per le elezioni vere, anche il supporto logistico ed organizzativo, mentre i costi sono rimborsati dalla Regione. Alle primarie possono partecipare tutti i partiti e i gruppi politici organizzati che intendono presentarsi alle elezioni regionali e possono votare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione. Le «elezioni primarie» sono indette con decreto del Presidente della Giunta per una data non successiva alla seconda domenica antecedente l'inizio del termine stabilito per la presentazione delle liste e delle candidature e in caso di scioglimento anticipato il decreto di indizione è pubblicato nel Burc entro il quindicesimo giorno successivo allo scioglimento e le «elezioni primarie» si svolgono non oltre il decimo giorno antecedente la scadenza del termine per la presentazione delle candidature.

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