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Regionali, a Renzi piace Rubbettino ma non solo
Spunta anche Marco Minniti che salterebbe le primarie

Calabria

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PRIMARIE oppure scelta diretta di Renzi? L'enigma in casa Pd attorno alla indicazione del futuro candidato a presidente della Regione resta da sciogliere e si attende soltanto che si consumi la giornata di domani con i ballottaggi – in Calabria c'è quello importantissimo di Rende – per afferrare il “toro” dalle corna. Nella prossima settimana, infatti, è in programma la direzione nazionale del Pd – il 12 a Roma – a margine della quale si discuterà di Calabria. Parola del vicesegretario nazionale, Lorenzo Guerini, che nei giorni scorsi è intervenuto personalmente nel dibattito calabrese per spiegare il ruolo della dirigenza romana nelle trattative sul futuro aspirante erede di Scopelliti. 

Da quel che è dato sapere, ancora Renzi non ha preso alcuna decisione definitiva sulla strada da seguire in fondo allo Stivale. E' vero, però, che nei desiderata del presidente del Consiglio c'è quello di puntare su figure autorevoli. Una di queste è senza dubbio quella dell'editore di Soveria Mannelli, Florindo Rubbettino (LEGGI). Giovane, mai impegnato attivamente in politica e da un sicuro impatto mediatico. Il suo nome già da alcuni giorni è sulla graticola e pare non stia incontrando il gradimento di tutti, in particolare proprio della componente renziana calabrese. Ma nella rosa del rottamatore ci sono anche altri nomi. 
Quello che da Roma rimbalza con insistenza è quello di Marco Minniti, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti, in passato viceministro dell'Interno e segretario regionale del Pd calabrese. Un impegno di Minniti – questo è certo - non passerebbe dalle primarie bensì discenderebbe da un'investitura romana. Altro nome circolato è quello dell'attuale ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, voluta dal premier dentro al Consiglio dei ministro e già sindaco di Monasterace. La settimana che si apre lunedì è decisiva. Su tutto, rimane da convocare l'assemblea regionale, che si sarebbe dovuta tenere lo scorso 6 giugno, salvo poi messere disdetta il giorno prima dal presidente del partito, Peppino Vallone. Ai vari candidati in pectore alle primarie – Mario Oliverio, Demetrio Naccari Carlizzi, Mario Maiolo – non resta che attendere, mantenendo caldi i motori.

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