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Regione, i nomi dei consiglieri indagati per i rimborsi
Nuovi rilievi della Corte dei Conti sui rendiconti

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Proprio non ci riescono. Un rendiconto decente non sono riusciti a presentarlo neppure questa volta. Di più, sono stati capaci di non rispettare la legge che loro stessi hanno voluto e fatto approvare. Una legge che doveva servire a rendere più trasparente la spesa dei Gruppi consiliari della Regione Calabria, e che proprio per questa era stata resa “rigorosa”. Una buona legge insomma, che però secondo i rilievi della Corte dei Conti non hanno applicato per come avrebbero dovuto. Nessuna ruberia sia inteso, né le spese folli di cui la politica calabrese è stata protagonista nelle stagioni del passato. E tuttavia, anche nel 2013, i rendiconti ed i rimborsi dei gruppi non sono stati fatti per come avrebbe dovuto essere. Per questo i giudici contabili di Catanzaro hanno inviato una corposa delibera alla Presidenza di Palazzo Campanella nella quale si chiede chiarezza rispetto a oltre un milione di euro mal rendicontati rispetto alla legge o non giustificabili ai fini propri dell’attività dei gruppi. La nota indirizzata al presidente Francesco Talarico porta la firma del presidente della sezione regionale di controllo Roberto Tabbita (magistrati relatori Raffaele Maienza ed Elisabetta Usa) è del 28 maggio scorso. E contiene rilievi relativi a tutti e dieci i gruppi del Consiglio regionale a cui, a vario titolo e per importi differenti, viene chiesto conto di alcune spese sostenute nell’arco del 2013.
E mentre la Corte dei Conti "bacchetta" i consiglieri per il modo in cui hanno rendicontato il 2013, ecco i nomi degli indagati per le indagini che coinvolgono gli anni precedenti (LEGGI LA NUOVA L'INCHIESTA). Trenta consiglieri o ex consiglieri regionali ed un collaboratore della commissione Bilancio. Ora i nomi degli indagati nell’inchiesta “Rimborsopoli” di Palazzo Campanella ci sono tutti. E non mancano le sorprese. Ovviamente in molti casi si tratta di un atto dovuto e in ambienti investigativi non si fa mistero che alcune delle posizioni verranno archiviate, come non si fa mistero del fatto che in altri casi siano stati riscontrati casi di gravi irregolarità e di vere e proprie truffe, rispetto al rimborso di spese liquidate dai gruppi regionali con un pò troppa facilità.
Tra gli indagati risultano il senatore Pietro Aiello (Ncd), Giuseppe Caputo (FI) e il senatore Antonio Caridi (Ncd). Ancora Mario Magno (FI), Giuseppe Morrone (FI), il vice presidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò (FI) e il segretario questore Giovanni Nucera (Ncd). L’elenco continua con Fausto Orsomarso (Ncd), Salvatore Pacenza (FI), Nazzareno Salerno (Ncd), Alfonsino Grillo (Scopelliti presidente), Candeloro Imbalzano (Scopelliti Presidente), Salvatore Magarò (Scopelliti Presidente), Claudio Parente (Scopelliti presidente), Gianluca Gallo (Udc), Ottavio Bruni (Udc). Indagato risulta essere anche il presidente di Palazzo Campanella Francesco Talarico (Udc), e il secondo vice presidente Pietro Amato (Pd). Indagini in corso anche sui rimborsi del parlamentari Demetrio Battaglia (Pd) e Bruno Censore (Pd). E ancora di Mario Franchino (Pd), Carlo Guccione (Pd), Mario Maiolo (Pd), Antonio Scalzo (Pd) e del secondo segretario questore del Consiglio regionale Francesco Sulla (Pd). L’elenco si completa con il parlamentare Ferdinando Aiello (Sel, ora Pd), con Rosario Mirabelli (Ncd), con Domenico Talarico (Idv), con Giuseppe Giordano (Idv), Nicola Adamo (Pd). Infine il collaboratore della commissione Bilancio Giovanni Antonio Raso. Nomi che si vanno ad aggiungere a quelli dei capigruppo già indagati da tempo e sentiti dai magistrati (l’inchiesta porta la firma del Procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e del pm Matteo Centini) che li hanno interrogati lo scorso anno.
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