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Piano del Governo su emergenza immigrati: in Calabria
nasce uno dei tre grandi centri di accoglienza

Calabria

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CATANZARO - Il conto dei migranti sbarcati nel 2014 ha superato quota 52mila e Viminale, Regioni ed enti locali presenteranno domani un piano in 3 fasi per l’emergenza. L’idea - spiega all’Ansa il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione - è quella di attivare 3 grandi centri di prima accoglienza in Sicilia, Calabria e Puglia, trasferire poi chi fa richiesta di asilo in 10 "hub" regionali ed infine nei posti Sprar (Sistema accoglienza richiedenti asilo) distribuiti sul territorio. Il costo del piano è di circa 15 milioni di euro.
«Il Piano - ha spiegato il sottosegretario - tiene conto del cambiamento nei numeri e nella natura del fenomeno migratorio: siamo già a 52mila arrivi nel 2014 e saranno di questo passo presto superati i 63mila registrati nel 2011. La stragrande maggioranza sono richiedenti asilo. Preso atto di ciò, cerchiamo di affrontare il problema senza il ricorso all’emergenza, anche perchè con queste cifre avremo a che fare per i prossimi anni, non si tratta di una contingenza. Si immagina quindi - ha aggiunto - un piano 'a fisarmonicà, duttile per adattarsi alle esigenze che si presenteranno». I migranti arrivano su barconi fatiscenti in condizioni spesso disastrose. «Vanno - ha sottolineato Manzione - lavati, vestiti, curati, monitorati anche per evitare il diffondersi di eventuali malattie. A questo scopo bisogna creare tre grandi centri dove svolgere queste attività che richiedono pochi giorni di tempo». 

L’idea è quella di allestire queste strutture in Sicilia (l'ipotesi di Mineo (Catania) sembra essere scartata, potrebbe essere allestita una tendopoli), a Crotone e a Bari. «La strada più congrua - ha rilevato - è quella di utilizzare strutture dello Stato, come potrebbero essere anche caserme dismesse, in modo da evitare i costi degli affitti. Oppure si potrebbe ricorrere alle tendopoli». Dopo questa prima fase, c'è lo smistamento di chi chiede asilo in 10 appositi centri regionali (5 sono già presenti), con le commissioni che dovranno esaminare le richieste che passeranno dalle attuali 20 a 50 per velocizzare i tempi. Per il raddoppio dei centri e l’aumento delle commissioni si prevede una spesa di circa 15 milioni di euro. In seguito, chi ha diritto alla protezione verrà trasferito nelle strutture della rete Sprar che gli enti locali metteranno a disposizione. «Non sarà - ha precisato Manzione - un’accoglienza coatta, imposta dallo Stato, ma spontanea, derivante dalla disponibilità di posti, secondo un preciso programma che monitoreremo quotidianamente». Chi non ha invece diritto a restare, verrà rimpatriato. Ma ora, ha proseguito il sottosegretario, «serve anche il mutuo riconoscimento dell’asilo da parte degli altri Paesi, in modo che il migrante arrivato in Italia, ottenuto lo status di rifugiato, possa trasferirsi in altri Paesi europei. E’ una battaglia - ha annunciato - che l’Italia, nel semestre di presidenza Ue, può vincere mettendo in campo tutto il peso politico che ora ha il Governo Renzi».

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