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Oliverio: «Il centrosinistra farò le primarie»
Esclusa l'ipotesi di un candidato unitario

Calabria

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CATANZARO - Sulla scelta del candidato alla carica di governatore il presidente della provincia di Cosenza, Mario Oliverio, intende sgomberare il campo da ogni dubbio ribadendo che «le due riunioni svoltesi a Roma ed alle quali ho partecipato hanno confermato che il candidato alla presidenza della giunta regionale del centrosinistra sarà selezionato con elezioni primarie. In Calabria lo si farà addirittura attraverso elezioni promosse e regolate con legge. Un fatto assolutamente inedito ed innovativo». In particolare, Oliverio ricorda come «la Calabria sarebbe la prima regione dove i cittadini saranno loro a decidere il candidato presidente recandosi alle urne presso le sezioni aperte in occasione dei tradizionali turni elettorali. Bene ha fatto, dunque, il segretario del Pd Ernesto Magorno ad esprimere apprezzamento per la puntualità con cui la presidente Antonella Stasi sta con coerenza ed efficacia applicando la legge regionale approvata nell’agosto del 2009. Bene ha fatto Magorno a dichiarare, inoltre, la volontà del Pd calabrese ad avvalersi della facoltà che questa legge assegna a tutte le forze che intendono competere alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale. Volontà confermata nella riunione di giovedì 19 scorso a Roma». 

A questo punto per Oliverio «è certo che saranno i calabresi a scegliere il candidato del centrosinistra e che non ci sarà nessun nome imposto dall’alto o designato dalle mediazioni delle oligarchie dei partiti (LEGGI LE OPPOSIZIONI AD OLIVERIO)». Quindi, il presidente della provincia di Cosenza ritiene che «la volontà espressa da Magorno sia anche una decisione solenne ed ufficiale che il 30 giugno assumerà l'Assemblea regionale del Pd con voto unanime o in ogni caso a larghissima maggioranza». 
Per quanto, invece, lo riguarda Oliverio precisa di non aver «mai inteso operare forzature o avere pretesa di essere ad ogni costo il candidato presidente del centrosinistra. La disponibilità che ho inteso dare è stata sempre subordinata alla prova di elezioni primarie. E’ stata sempre questa la mia opinione anche quando tra i primi a sollecitare la mia discesa in campo sono stati, oltre un anno addietro, Alfredo D’Attorre e Marco Minniti. Nessuno può ritenere, pertanto, che la mia disponibilità a sottopormi alle primarie fosse da impedimento all’espressione di altre candidature. Saranno proprio le primarie a indicare quale tra le candidature in campo sarà quella più unitaria e largamente condivisa». 
Rispetto alla possibile ricerca di una candidatura unitaria che esuli dalle primarie per Oliverio pare «essere divenuta l’ossessione che agita strumentalmente chi intende esprimere veti e pregiudizi. Infatti, ci sarebbe da chiedersi come mai finora non sia stata avanzata alcuna proposta nominativa capace di essere riconosciuta universalmente come candidatura unitaria. Dalle indiscrezioni giornalistiche apprendiamo che qualche esponente del Pd e del centrosinistra sia dedito ad una sorta di questua caritatevole dal momento che ormai non si contano più i nomi contattati per essere proposti candidati. Questo sì che è un modo curioso attraverso cui indicare un candidato autorevole e credibile a cui si dovrebbe affidare un’opera di governo che fa tremare i polsi al solo pensare alla condizione disastrosa in cui è stata ridotta la Calabria».
In conclusione, «le primarie aperte ai cittadini calabresi - chiosa Oliverio - costituiscono non solo una occasione di reale partecipazione ma anche una reale opportunità di apertura alle forze sociali ed i territori oltre i confini della stessa coalizione ed oltre gli schemi tradizionali».

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