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Consiglio Regionale, manovra da oltre 132 milioni
Sui rifiuti i sindaci strappano il rinvio dell'aumento

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Si chiude in nottata la volata del Consiglio regionale della Calabria che ha approvato, con il coordinamento formale, la manovra di assestamento al Bilancio 2014 della Regione. Tra gli emendamenti approvati, quello che istituisce il fondo per le primarie per i candidati alla presidenza della Giunta regionale con una copertura di 100 mila euro. La manovra di assestamento consta di 132 milioni di euro di spesa destinate alla copertura di oneri obbligatori, come la quota di finanziamento per il funzionamento del Consiglio regionale, gli stipendi dei forestali, i trasporti regionali, interventi a sostegno del settore agricolo e l’incremento degli stanziamenti di altri settori regionali che presentavano carenze di risorse in sede di bilancio di previsione come l’ambiente, il turismo e la protezione civile.

Giornata di audizioni prima che di seduta. Non poche tensioni le tra la maggioranza per un bilancio tra le cui pieghe vi sono anche le spese sostenute per i 50 consiglieri regionali che lo scorso anno ammontavano a oltre 17 milioni di euro (LEGGI). 

 
A palazzo Campanella si sono ritrovati numerosi sindacidella Calabria che hanno prima protestato contro l'aumento delle tariffe dei rifiuti solidi urbani (LEGGI) davanti alla sede della massima assemblea regionale per poi ottenere, prima del Consiglio, una audizione con i rappresentanti della Regione, alla presenza dell’assessore al ramo, Francesco Pugliano, raggiungendo l'obiettivo del congelamento dell'aumento delle tariffe. In sostanza, il problema verrà rinviato al 2015. 
 
 La seconda audizione ha riguardato la Fondazione Campanella mentre i capigruppo, con in testa Giuseppe Bova, hanno presentato un ordine del giorno riguardante il progetto di ristrutturazione delle sedi dei Tar che prevede per la Calabria la chiusura della sezione di Reggio Calabria (LEGGI).
 
LA SEDUTA - I lavori hanno preso il via con 5 ore di ritardo rispetto alla convocazione, prima dell'inizio della discussione assembleare è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Nicola Lopez, il segretario generale del Consiglio recentemente scomparso (LEGGI)
L'assessore al ramo Giacomo Mancini ha avviato la discussione sull'assestamento di Bilancio che in sostanza è una manovra da ben 132 milioni di euro. In particolare, Mancini ha posto l’accento «sul quadro finanziario altamente drammatico da cui è possibile uscire solo con le modifiche dei criteri del Patto di Stabilità, una posizione questa comune ad altre 5 regioni». 
Ma se Mancini ha presentato una manovra che nelle intenzioni della Giunta regionale doveva passare con l'ovvia opposizione della minoranza ma con l'appoggio della maggioranza la discussione che ne è scaturita ha messo in evidenzia ben altra realtà. Molti gli emendamenti presentati dalla stessa maggioranza e lo stesso dibattito ha evidenziato la presenza di forti contrasti tra le varie anime del gruppo che sostiene il governo della regione. Tanto che non è escluso, anzi appare fortemente probabile, che nelle prossime settimane si possa procedere ad una seconda manovra di assestamento con una conseguente nuova riunione del Consiglio Regionale.
 
LA RELAZIONE AL BILANCIO DELL'ASSESSORE MANCINI - Nella relazione di accompagnamento all'assestamento è riportato che «l'avanzo di amministrazione definitivo del 2013 è pari a 6,428 miliardi di euro», mentre «le economie vincolate ammontano a ben 5,345 miliardi di euro». Oltre un terzo (36,3%) riguarda la Sanità (2,3 miliardi di euro), un altro terzo (34%) i programmi comunitari (2,16 miliardi di euro) e per il resto, si tratta di risorse derivanti da assegnazioni statali, ivi compresi i Fondi Sviluppo e Coesione (1,35 miliardi di euro pari al 21%). Al netto della riallocazione delle economie vincolate e dei residui riaccertati - si afferma nella relazione - la parte soggetta alle decisioni della Giunta e del Consiglio regionale, è utilizzata per rimpinguare quei capitoli che in sede di bilancio 2014 presentavano stanziamenti al di sotto del fabbisogno determinato a legislazione vigente (debiti pregressi, trasporti, forestazione, Consiglio regionale). A tale importo - un dato positivo sottolineato da Mancini - si è aggiunta la somma di 27,5 milioni di euro circa derivanti dalla riscossione di somme versate dagli istituti di credito controparti della Regione in operazioni di finanza derivata per l’estinzione consensuale dei contratti e/o a titolo di oneri riconosciuti all’amministrazione per la definizione in via transattiva dei relativi contenziosi».
Questi fondi si sono resi disponibili poiché «tutti i contratti di swap sono stati completamente estinti. Gli incrementi di stanziamento hanno riguardato in via principale: per 30 milioni di euro lo stanziamento della quota regionale destinata alle attività di forestazione; per 30 milioni di euro la spesa per i trasporti posta a carico del bilancio regionale quale ulteriore quota a carico del bilancio regionale distinta da quella iscritta a titolo di fondo nazionale trasporti; per 28 milioni di euro la spesa per il funzionamento del Consiglio regionale; per 13,5 milioni di euro interventi relativi al settore agricolo (Arsac, Arcea, ex Arssa, ex Fondo sollievo, il personale delle Comunità montane, la promozione dei prodotti agroalimentare, libri genealogici); per 5,5 milioni di euro per le spese di personale; per 6 milioni di euro una quota obbligatoria di cofinanziamento a carico del bilancio regionale del Fondo sociale Europeo 2007-2013; l’incremento degli stanziamenti degli altri settori regionali di spesa che presentavano carenza di risorse in sede di bilancio iniziale di previsione (ambiente, turismo, protezione civile)». 

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