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Grillo a Strasburgo: basta fondi Ue all'Italia
«Li fa sparire la 'ndrangheta in Calabria»

Calabria

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DA Strasburgo, dove l'Europarlamento si è riunito per la prima seduta dopo le elezioni del maggio scorso, Beppe Grillo tuona contro la Calabria. Il leader del Movimento 5 Stelle, nel corso di una conferenza stampa insieme al  leader dell’Ukip Nigel Farage, dichiara: «Io sono venuto qui a guardare i conti e a dire di non dare più i soldi». L'auspicio di chiudere i rubinetti dei fondi europei per l'Italia, spiega,  è motivato dal fatto che poi essi, secondo quanto affermato da Grillo a Strasburgo, «scompaiono in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania, quindi mafia, 'ndrangheta e camorra».

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Esaminando i progetti, ha aggiunto Grillo «controlliamo i flussi dei soldi, non sappiamo dove vanno: in Italia ci sono 5 o 6 aziende parastatali che si dividono il 95% dei fondi, il resto va a piccoli imprenditori che hanno difficoltà a prendere un finanziamento magari con dei bei progetti».

Dichiarazioni, quelle del cofondatore del M5S, destinate a far discutere. Ma tutto l'intervento di Strasburgo è stato denso di provocazioni. A partire da quelle in difesa di Farage, che mentre nell'aula dell'Europarlamento risuonavano le note dell'Inno alla Gioia si è voltato di spalle. «In Europa - ha commentato Grillo non c'è più gioia, perciò lui (ovvero Nigel Farage, ndr) si è girato. L’inno alla gioia è stato usato da Hitler e dai più grandi killer della storia. La gioia non c'è più, qui dobbiamo sederci e ragionare».

GUARDA IL VIDEO: "INNO ALLA GIOIA USATO DA HITLER"

Grillo ha poi aggiunto: «Amo le persone come Farage, perché è uno che si emoziona. Noi abbiamo cambiato la politica in Italia e lui la vuole cambiare a Londra. Ci siamo trovati subito». E a proposito delle critiche al leader Ukip, dichiara: «Ringrazio i miei connazionali perché siamo arrivati qua da una campagna stampa vergognosa. Su di lui, per esempio, sono state scritte cose tremende. Lo hanno dipinto come un ubriacone, uno xenofobo, uno che rubava le figurine dei calciatori quando era bambino. Io uguale: un dittatore, Hitler, quasi uno strupratore. Con una campagna così siamo riusciti a sopravvivere mostrando anticorpi straordinari».

Anche il presidente del Consiglio Europeo Martin Schulz, fresco di riconferma, finisce nel mirino: «E' venuto in Italia a far campagna contro di me, mi ha definito come "un venticello che passava". Chi sono queste persone messe qui con 400 voti? Noi vorremmo un’Europa diversa, fatta dai cittadini e che non sia di banche e di finanza».

GUARDA IL VIDEO: L'ATTACCO DI GRILLO A SCHULZ

Infine la chiosa contro l'istituzione europea: «Questa è un Europa che è fallita, per questo sono tutti coalizzati contro di noi». 

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