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Pd, Magorno e D'Attorre puntano su Canale
con l'obiettivo di disarcionare Oliviero

Calabria

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CATANZARO - Si racconta che l’inventore della bicicletta tandem fosse orientato a far pedalare i due ciclisti in senso opposto. Da qui l’atavica diffidenza a considerare commendevoli i tandem politici. Per esempio il tandem Naccari-Maiolo, e viceversa, come ticket anti-Oliverio è durato un paio d’ore. Ma per un duo che cade un altro risorge. È il caso del duo Magorno-D’Attorre che ha rilanciato la candidatura di Massimo Canale alle primarie calabresi per disarcionare Mario Oliverio. In altra parole Guerini, ossia il Nazareno, recepisce la proposta di Magorno a favore di Canale. Gli sponsor odierni di Canale che spaccano l’area Canale sembrano usciti da un film di Robert Benton. 

La cosa è tanto vera che affiorano le prime dichiarazioni. 
Dice Demetrio Naccari Carlizzi: «L’area renziana di Reggio - sia io che Demetrio Battaglia - ha dato via libera alla candidatura di Canale, se è lui la soluzione noi siamo disponibili, non abbiamo alcuna remora». Risponde Nicola Adamo: «Ho la sensazione che chi dice di aver vinto il congresso ha fallito, non è in grado di proporre né uno straccio di programma, né un nome per il presidente della regione. Adesso si vuole strumentalizzare il nome di Canale col chiaro intento di contrapporlo a Mario Oliverio. Invece di pensare a vincere e governare bene la regione si ricorre a tatticismi ritorsivi all’interno del Pd». Nel versante Oliverio si ricorda come lo stesso abbia apprezzato Renzi davanti a Guerini, ma anche come una candidatura, la sua, parli di una storia personale e non di parte. In realtà c’è grande movimento nel gruppo regionale. Secondo una vulgata Sandro Principe, Antonio Scalzo e Piero Amato appoggerebbero Mario Maiolo, mentre Nicola Adamo, Nino De Gaetano, Carlo Guccione e forse anche Enzo Ciconte sono per Mario Oliverio. La notizia del rilancio della candidatura di Canale è stata data ieri da Enzo Bruno in una riunione della sua federazione, ricevendo piccatissime risposte. Magorno non è potuto andare, ma sarà presente oggi nel capoluogo per due iniziative consecutive. Prima accoglierà Riccardo Nencini e poi parteciperà a una manifestazione sulle riforme istituzionali con Doris Lo Moro e Luigi Zanda. Intanto Mimmo Bevacqua, leader di ZonaDem, ha scritto una lettera aperta a Magorno in cui, fra l’altro, si legge: «Mi sarei aspettato, all’indomani della decisione assunta dal governo di impugnare parte delle modifiche apportate allo statuto da parte del consiglio regionale in data 3 giugno (in particolare quella relativa alla figura del consigliere supplente) e soprattutto alla luce della lettera inviata dal ministero degli affari regionali in merito all’osservazione sulla soglia di innalzamento ritenuta troppo alta, una levata di scudi da parte dei partiti della coalizione e dei gruppi consiliari d’opposizione. È il giudizio pressoché unanime oltre che il mio personale convincimento, assistere alla cortina di silenzio calata intorno a questo tema e sui tempi concessi al consiglio regionale per ottemperare ai rilievi e alle osservazioni da parte del ministero degli affari regionali che fissa i termini per evitare l’impugnativa. Allora ci chiediamo: vogliamo essere anche noi complici colpevoli di fronte all’irresponsabilità di un centro destra che, pur di sopravvivere, tenta di prolungare la vita di questa esperienza amministrativa morta e sepolta invece con le dimissioni di Scopelliti». Mimmo Tallini i pieddini li ha “pittati”.

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