Salta al contenuto principale

Finisce il sogno del polo oncologico di Catanzaro
Licenziamento "irreversibile" per 180 dipendenti

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 49 secondi

CATANZARO - "Licenziamento irreversibile" per 180 dipendenti e la chiusura immediata dei reparti non oncologici della fondazione Campanella. A stretto giro, la chiusura dei reparti oncologici. Insomma, la fine. Usano, questa parola, i vertici del polo oncologico, "irreversibile", nel parlare del licenziamento di una grande parte del personale del polo di eccellenza di Catanzaro. 

«Il management della fondazione Campanella - è scritto in una nota - è stato costretto ad avviare nella giornata di oggi la procedura che porterà il prossimo 17 luglio alla sospensione di tutte le attività di ricovero ed ambulatoriali delle unità operative non oncologiche e nel contempo a riavviare le procedure per il licenziamento di circa 180 unità di personale». 

«Si è pervenuti a questa sofferta decisione - comunicano ancora dalla Campanella - dopo aver verificato che non vi sono più le condizioni per garantire la sicurezza degli pazienti e degli operatori sanitari».

In una lettera al Governo, i vertici della Fondazione scrivono: «C'è un centro oncologico in Calabria, di proprietà della Regione e dell'università, che è stato trasformato in una clinica privata e ridotto in una situazione economica disastrosa, costretto a chiedere in prestito farmaci alle altre strutture sanitarie per non interrompere le cure dei propri pazienti». 

LEGGI IL TESTO DELLA LETTERA AL GOVERNO

Nella missiva firmata dal direttore generale Mario Martina e il presidente Paolo Falzea, viene sottolineato che si tratta del «fallimento di un progetto culturale» e ricostruita la vicenda che, è stato detto, «sta facendo affondare la Fondazione in un mare di debiti costringendola a chiudere i battenti» con i circa 500 pazienti «che sono in cura presso il Centro dovranno trovare un'altra struttura che li curi». 

Tutto ciò, viene fatto notare, «mentre nella vicina Crotone sta avviando la sua attività un Centro oncologico veramente privato». Un riferimento che, precisano in seguito dalla Fondazione, non vuole essere polemico con gli imprenditori privati ma «aveva esclusivamente il senso di rilevare come il settore dell’oncologia abbia una grande carenza, tanto da spingere imprenditori privati ad investirvi proprie risorse».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?