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Renzi scende in Calabria, programma ancora segreto
Sul tappeto la crisi di Gioia Tauro e la sanità

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Matteo Renzi prepara la sua visita in Calabria e lo annuncia, come suo solito, attraverso Twitter. La promessa fatta ai calabresi a maggio sarà mantenuta, ma quello che più conta saranno i contenuti che il premier porterà nella sua ventiquattrore insieme alle carte del decreto sblocca Italia che sta impegnando la sua squadra di governo. Quella di domani per il Presidente del consiglio dei ministri sarà una giornata intensa. Prima di sbarcare a Reggio Calabria e di andare a Gioia Tauro, infatti, Matteo Renzi sarà a Milano per l’Expo e a Bagnoli in vista alla Città della scienza che sta provando a rinascere dopo un devastante incendio. L’ultima tappa della giornata intensa di Renzi sarà in Sicilia. Al momento non si conosce il programma previsto della visita del capo del governo in provincia di Reggio Calabria. Sconosciuti, poi, sono i contenuti della spedizione renziana in terra di Calabria. 

 
Di certo non sarà una giornata di vacanza e di relax. L’appuntamento calabrese del Presidente del consiglio si annuncia assai infuocato. Sono tanti i problemi sul tappetto e le attese del territorio. Di certo Matteo Renzi troverà sul suo tablet una lunga serie di slide che, in queste ore, ha finito di studiare il ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta. L’ex sindaco di Monasterace, scesa in Calabria già da diverse ore, ha messo nero su bianco tutti i problemi ancora aperti in Calabria, le emergenze cui è determinante dare soluzione in tempi assai brevi. «E’ molto utile che Matteo Renzi venga in Calabria - ha detto il ministro per gli Affari regionali - ha concluso un lavoro preparatorio molto approfondito su ciò che urge per il rilancio della Calabria ce sottoporrò all’attenzione del premier». Il capo del Governo, poi, si troverà di fronte a decine di lavoratori del porto di Gioia Tauro, quello che ha dato vita alla più importante operazione di peacekeeping degli ultimi tempi, che rischiano seriamente di non vedere garantito per il prossimo futuro il posto di lavoro. Lavoratori che, già ieri, hanno manifestato la propria indignazione, dopo tredici licenziamenti, davanti ai cancelli del gate portuale, bloccandone le operazioni, e messo in risalto la fame di lavoro che attanaglia tutta la Calabria. Matteo Renzi, ancora, dovrà dare risposte certe su quella cabina di regia che lo stesso premier aveva annunciato durante la visita di maggio. Un brain trust di cui si sono perse le tracce. 
 
La politica calabrese, per il momento più dei cittadini, vorrebbe avere contezza delle scelte del Governo in merito alla nomina del Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario. Il nome di Lusetti era quello più gettonato, nonostante le resistenze del ministro Beatrice Lorenzin, ma ad oggi un nome non è stato deciso. C’è, poi, da dare risposte a magistrati e forze dell’ordine che chiedono più uomini e mezzi per lottare la ‘ndrangheta: la criminalità organizzata più potente a livello planetario. Anche i temi della politica saranno caldi quanto l’afosa estate pre ferragostana che sta arroventando la Calabria. Matteo Renzi, infatti, dovrà dare pace al suo partito, ad un Pd che non trova l’unità, organizza e disorganizza le primarie, in vista delle consultazioni regionali per superare lo stallo di Palazzo Campanella. Uno stallo al quale, per ultimo, Gianni Speranza ha chiesto di porre fine invitato il premier Matteo Renzi a dare un’indicazione precisa per il ritorno al voto dei calabresi dopo la chiusura anticipata dell’era Scopelliti a Palazzo Alemanni. Renzi è tranquillo, nemmeno le stime di Moody’s lo preoccupano, del resto il premier è abituato a dare un calcio alla parola impossibile.

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