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Renzi al Sud, in Calabria la seconda tappa del tour
Incontro in prefettura a Reggio, niente Gioia Tauro

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Matteo Renzi non andrà a Gioia Tauro, come era stato ventilato nei giorni scorsi. E' Reggio l'unica tappa calabrese del suo tour della vigilia di Ferragosto al Sud Italia. Il programma è stato ufficializzato da palazzo Chigi a poche ore dalla partenza, che il premier aveva già annunciato su Twitter.

In riva allo Stretto arriverà alle 11.45: previsto un incontro in prefettura e tra gli interlocutori ci saranno tra gli altri i commercianti e gli imprenditori che hanno subito intimidazioni dalla criminalità. 

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Renzi sarà reduce da Napoli, dove alle 9.10 è in programma la visita all’azienda K4A spa Knowledge for aviation e alle 10, presso la Fondazione IDIS-Città della Scienza, parteciperà alla firma del protocollo d’intesa «Bonifica del SIN di Bagnoli-Coroglio» per la ricostruzione che fa seguito al rogo. Dopo Reggio, ripartirà per la Sicilia. Alle 15 sarà a un incontro presso il municipio di Gela e alle 16 in di Termini Imerese incontrerà amministratori locali e rappresentanti dei sindacati.

Il viaggio al Sud fa seguito alla promessa fatta ai calabresi a maggio, quando Renzi arrivò ancora a Reggio Calabria dove venne contestato da precari e disoccupati (LEGGI). E questo sarà il terzo viaggio in Calabria da quando l'ex sindaco di Firenze è diventato presidente del Consiglio, dato che a marzo c'era stata una prima visita a Scalea (LEGGI).

Di certo, anche stavolta non sarà una giornata di vacanza e di relax. L’appuntamento calabrese del Presidente del consiglio si annuncia assai infuocato. Sono tanti i problemi sul tappetto e le attese del territorio. Matteo Renzi troverà sul suo tablet una lunga serie di slide che, in queste ore, ha finito di studiare il ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta. L’ex sindaco di Monasterace, scesa in Calabria già da diverse ore, ha messo nero su bianco tutti i problemi ancora aperti in Calabria, le emergenze cui è determinante dare soluzione in tempi assai brevi. «E’ molto utile che Matteo Renzi venga in Calabria - ha detto il ministro per gli Affari regionali - ha concluso un lavoro preparatorio molto approfondito su ciò che urge per il rilancio della Calabria che sottoporrò all’attenzione del premier».

Salta però decine di lavoratori del porto di Gioia Tauro, quello che ha dato vita alla più importante operazione di peacekeeping degli ultimi tempi, quella del trasbordo delle armi siriane (LEGGI), e che rischiano seriamente di non vedere garantito per il prossimo futuro il posto di lavoro. Lavoratori che, già ieri, hanno manifestato la propria indignazione, dopo tredici licenziamenti, davanti ai cancelli del gate portuale, bloccandone le operazioni, e messo in risalto la fame di lavoro che attanaglia tutta la Calabria. Da Matteo Renzi si aspettavano risposte certe su quella cabina di regia che lo stesso premier aveva annunciato durante la visita di maggio. Un brain trust di cui si sono perse le tracce. 

E un gruppo di lavoratori in mobilità e cassa integrazione si è sistemato davanti alla Prefettura di Reggio Calabria in attesa dell’arrivo del presidente del consiglio dei Ministri per contestarlo.

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