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Le primarie condizionano la data delle elezioni
Centrosinistra le vuole, il centrodestra ha già scelto

Calabria

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COSENZA - Dopo 5 giorni dal colpo del ko inflitto al centrosinistra dalla (vice) presidente della giunta regionale, ci si chiede se mai le primarie per la scelta del candidato presidente si faranno. Accettando la sfida del 12, il premier Matteo Renzi, ha alimentato le zizzanie nel partito, dove alcuni fanno finta di non conoscere le procedure di legge e i regolamenti statutari del Pd. Su un punto non ci possono essere alibi, le indicazioni di Antonella Stasi sono state chiare dal primo minuto in cui le ha rese note e non lasciano adito ad interpretazioni di parte: se alla scadenza del 29 agosto non ci saranno candidati per le primarie istituzionali. Lei procederà (non prima del 2 settembre quando scadono i 60 giorni per l’entrata in vigore del nuovo Statuto) con la fissazione delle elezioni per il 12 ottobre, altrimenti la data delle primarie sarà quella del 21 settembre e quella delle elezioni slitterà a domenica 9 o 16 novembre. 

Ieri, l'ufficio stampa della giunta regionale ha ricordato che «eventuali candidature dovranno essere presentate, entro il 29 agosto alle ore 12». A questo punto ci si chiede quando si andrà al voto, a ottobre o novembre? Il cerino è passato nelle mani del segretario regionale del Pd Ernesto Magorno che, come maggiore partito della coalizioni e avendo l’assemblea regionale del Pd deliberato per le primarie (alla presenza del vicesegretario nazionale Guerini) dovrà determinarsi su un eventuale ripensamento. Infatti l’eventuale decisione di revoca delle primarie dovrà necessariamente passare per l'assemblea regionale che dovrà essere riconvocata.

Gianluca Callipo, candidato renziano del Pd, è comunque in campo: «Da candidato - dichiara all’Adnkronos il sindaco di Pizzo - mi auguro che le primarie si possano svolgere. Sono a favore delle primarie istituzionali perché aumenterebbe la partecipazione dei cittadini, l’istituzione di seggi pubblici e non nelle sedi dei partiti favorirebbe una più ampia affluenza. Si potrebbero così coinvolgere anche i moderati. Ora però la palla passa ai partiti per fissare se e come proseguire su questa strada». Anche l’altro candidato del Pd, il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio, si dice favorevole alle primarie istituzionali, viste come modalità che garantirebbe «una maggiore e assoluta trasparenza». Gianni Speranza è anche lui in piena attività e nelle ultime ore si è aggiunto anche Franco Corbelli. 

Sul fronte del centrodestra, invece, di primarie non si parla più, forse perché è stato trovato un accordo di massima sul nome della forzista Wanda Ferro e si aspetta solo la ratifica di Berlusconi. Sia Fratelli d'Italia-An che l'Ncd, al momento, non hanno fatto obiezioni su questa eventualità. Anzi il senatore e coordinatore regionale degli alfaniani Tonino Gentile, un mese fa, si era speso per la Ferro, anche se in passato il Nuovo centrodestra aveva invocato a più riprese le primarie e il capogruppo alla Regione Gianpaolo Chiappetta si era proposto come candidato. Chi non ne vuole nemmeno sentire parlare di primarie è l'Udc che, visto il consenso alle ultime competizioni elettorali, preferisce i “tavoli romani” dove si tratta di più rispetto alle urne dove si contano i voti.

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