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In Calabria le società partecipate valgono un tesoro
Solo per il Ponte sullo Stretto investiti 10 milioni

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Carlo Cottarelli, l’economista che ha il compito di rivedere la spesa pubblica, vorrebbe sottoporle ad una robusta sforbiciata. Sergio Chiamparino, fresco governatore della Regione Piemonte, ha capito che ci dovrà fare i conti. La Calabria prova a riformarle, a renderle effettivamente utili o a ridurle nel numero almeno da sette anni, ma ad oggi le società partecipate sono come gli highlander: immortali. E, soprattutto, costose. 

In Calabria le società partecipate da capitali regionali sono una ventina e, per la loro esistenza, dalle casse di Palazzo Alemanni sono usciti, (secondo le stime in possesso della sezione regionale della Corte dei conti, riferite al bilancio regionale del 2013), oltre 71 milioni di euro. 

Dentro il calderone ci stanno, a titolo di esempio, le società che gestiscono i servizi aeroportuali, la Sorical, Fincalabra, le Ferrovie della Calabra, o la Comarc (che avrebbe dovuto gestire il centro agroalimentare di Reggio Calabria). Dentro la lista ci sta anche la Stretto di Messina spa, la società costituita l'11 giugno 1981 (a seguito della legge istitutiva numero 1158/1971) “per progettare, realizzare e gestire il Ponte sullo Stretto di Messina”. Ancora nel 2013 al bilancio della Regione, stando alla relazione della Corte dei conti, risulta iscritti circa dieci milioni di euro per coprire il 2,58% di partecipazione. 

Molte di queste società, dieci per la precisione, sono in liquidazione da diversi anni, altre hanno evidenziato bilanci in rosso per diverso tempo, diverse nel corso degli anni sono apparse solo il contentino ai trombati dalla politica. In tutte queste società, la Regione Calabria investe del denaro per coprire le proprie quote di partecipazione con percentuali variabili che vanno dall’uno circa sino al 100%. Una galassia che la politica, sino ad oggi, non è mai riuscita a restringere. Sin dal 2007, infatti, il governo regionale ha provato per legge a dare una razionalizzazione alle partecipate, ma i progetti sono sempre naufragati. 

Lo scorso anno, poi, il sottosegretario Alberto Sarra ha trovato in consiglio regionale il voto favorevole al suo piano di ridimensionamento ma, ad oggi, a nulla di quanto previsto nella riforma studiata dall’avvocato reggino è stato dato seguito concreto. Si è ripartiti con l’ennesima ricognizione, questa volta con il supporto del Dipartimento Controlli. Nei mesi scorsi, però, la Corte dei conti è stata chiara: “emerge che l’opera di razionalizzazione del sistema delle proprie partecipate da parte della Regione Calabria, avviata con la predisposizione di un cospicuo quadro normativo, fa registrare, ad oggi, esigui risultati effettivi". 

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